Torna a salire il rischio paese dell’Argentina, misurato da Jp Morgan: l’agenzia di rating aggiunge 89 punti base portandolo a 1.347. Si tratta di una decisa inversione di tendenza rispetto a soli dieci giorni fa. Gli analisti della stessa Jp Morgan avevano espresso una valutazione che, di fatto, dimezzava il rischio paese rispetto al solo mese precedente. Il nuovo clima di fiducia era scaturito dall’accordo raggiunto tra governo di Buenos Aires e creditori sulla ristrutturazione degli oltre 66 miliardi di debito.

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Ora, invece, alla base della attuale maggiore prudenza, indicano dalla casa statunitense, i timori sul futuro dell’economia globale legati a una eventuale, e in parte già visibile, seconda ondata della pandemia di Covid-19 e relative misure di distanziamento sociale che frenano attività economica e consumi. Timori che, nel caso dell’Argentina, si vanno a sommare alle incertezze sul cammino economico a livello locale.


A influenzare la nuova valutazione di Jp Morgan è anche la decisione della Banca centrale che ha introdotto ulteriori restrizioni all’eccesso al mercato dei cambi, peraltro già in un periodo di lunga recessione (Banca centrale argentina, altra stretta all’acquisto di dollari per frenare caduta del peso: “Stop speculazione”).


Per le stesse ragioni, nell’ultima giornata finanziaria cedono qualche punto anche i titoli argentini quotati a Wall Street, compresi quelli derivanti dallo scambio per la ristrutturazione. Le azioni di banche argentine perdono una media del 5 per cento, mentre si segnala il -6,1 per cento di Tenaris e i 4,7 punti in meno delle azioni della Ypf, la compagnia petrolifera statale.

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