Un’altra tegola sui conti dell’Argentina arriva dal Centro internazionale per la risoluzione delle controversie sugli investimenti (Icsid). L’organo arbitrale della Banca mondiale ha deciso il contenzioso tra Buenos Aires e la multinazionale spagnola Marsans in merito alla nazionalizzazione della compagnia aerea Aerolíneas Argentinas, avvenuta nel 2008 per mano dell’allora governo di Cristina Fernández.

Lo stato argentino è stato condannato al pagamento di 320 milioni di dollari. Con l’atto di decisione dell’Icsid, “il ricorso presentato dall’Argentina viene respinto”. Nel 2017, difatti, l’Argentina aveva presentato ‘appello’ avverso una decisione precedente che stabiliva un risarcimento di 320,7 milioni di dollari.

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Inoltre, nella veste di parte soccombente, Buenos Aires dovrà versare alla Marsans la somma di 1.017.512 dollari quali spese di giudizio sofferte dalla controparte. Un importo totale, comunque, inferiore alle iniziali pretese del gruppo ricorrente, dallo stesso stimate attorno ai 600 milioni di dollari, oltre a 3,5 milioni per spese di giudizio e rappresentanza.

Aerolíneas Argentinas, fondata nel 1950, fu trasformata in società statale nel 1979, per poi essere privatizzata nel 1990 passando sotto il controllo della spagnola Iberia e, infine, nel 2001 al gruppo Marsans. Il governo di Cristina Fernández de Kirchner decise di riportarla sotto il controllo statale nel 2008 con la motivazione di sottrarla alla grave crisi in cui versava e di garantire l’operatività della compagnia e la salvaguardia di circa novemila posti di lavoro. L’esecutivo applicò il principio dell’interesse pubblico, aprendo al processo di cessione forzosa, senza un accordo con la Marsans, che ha successivamente ha adito l’Icsid.

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