Nessuna rottura definitiva, e ci mancherebbe, dopo quasi vent’anni di negoziati, ma la necessità di “attendere un altro po’ di tempo”. Con queste parole, il segretario agli esteri argentino, Jorge Faurie, ha escluso la possibilità di una firma per l’accordo di libero scambio fra Unione europea e Mercosur, nel corso del G20 previsto per il prossimo 30 novembre a Buenos Aires.

La speranza che si riuscisse a giungere a una conclusione positiva era stata rinfocolata da una serie di incontri fra le parti tenutisi, da ultimo, a Bruxelles una decina di giorni fa. Colloqui, tuttavia, che hanno portato alla chiusura di “soli” dieci (su 14) dei capitoli generali di cui è formato il testo, concernenti soprattutto questioni politiche e di cooperazione, lasciando però irrisolti proprio quei temi di natura più prettamente commerciale.



Da parte sudamericana, si lamenta un eccessivo irrigidimento degli europei, che pretenderebbero concessioni senza offrire contropartite sufficienti, soprattutto nel settore agricolo e, specificamente, per le condizioni d’ingresso della carne sudamericana nei mercati del Vecchio continente. Decisioni tuttavia, che secondo i negoziatori di Bruxelles riguarderebbero (anche) una sfera più strettamente politica, da negoziare anche a livello di Consiglio, e non solo in sede commerciale.

Oltretutto, nei corridoi comunitari c’è viva preoccupazione per l’impatto che il nuovo governo brasiliano guidato da Jair Bolsonaro potrà avere sulle dinamiche interne del Mercosur, e quindi anche sulle trattative in corso. Il palesato approccio liberista, cavallo di battaglia del neopresidente fin dai tempi della campagna elettorale, ha in effetti già rimesso in discussione diversi approcci strutturali della politica economica brasiliana, arrivando perfino a ipotizzare un’uscita dal Mercosur.

Non rimane dunque che aggrapparsi, per chi auspica una maggiore apertura internazionale, alla posizione di Faurie, che pur non nascondendo le difficoltà ha comunque detto di ritenere l’accordo “vicino”, anche se la speranza di raggiungere un traguardo così importante proprio nel vertice ‘di casa’ è definitivamente tramontata.

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