Il bacino di Vaca Muerta si conferma strategico per lo sviluppo del settore degli idrocarburi, una delle principali scommesse dell’Argentina che cerca soluzioni al perdurante stato di recessione dell’economia. Come comunicato dall’esecutivo, a maggio 2019, rispetto allo stesso mese del 2018, la produzione di gas è aumentata del 7,6 per cento e quella del petrolio segna +4,2 per cento. Grazie, sottolinea il governo, “alla crescita della produzione non convenzionale di Vaca Muerta”.

vaca muerta argentina aumenta produzione petrolio gas


I dati forniti dal governo di Buenos Aires indicano che la attuale estrazione di gas è la più alta dal 2009, accompagnata da una produzione di petrolio che continua a registrare crescita da ormai quindici mesi. Una condizione che ha permesso di raggiungere, nel maggio scorso, tredici mesi senza necessità di importare crudo. E che, al tempo stesso, ha avuto ricadute positive sulla bilancia commerciale nei primi cinque mesi dell’anno.


Tra il 2006 e il 2013, difatti, l’Argentina è passata a un surplus commerciale energetico di 6,1 miliardi di dollari a un passivo di 6,9 miliardi. Nel 2018 il ‘rosso’ è stato di 2,3 miliardi mentre le aspettative del governo per l’anno in corso sono di un sostanziale equilibrio.


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Anche il futuro sembra orientato all’aumento della produzione: le operazioni di fracking nel distretto di Vaca Muerta sono passate dalle cento circa al mese del 2015 a un numero di 544 mensili nei primi cinque mesi del 2019. Inoltre, con le ultime decisioni di Shell e Exxon sono salite a sette le aree di sviluppo intensivo.

L’Argentina nel prestigioso (e ristretto) club di paesi produttori di gas

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