La compagnia petrolifera argentina Tgs ha annunciato che realizzerà un gasdotto e una raffineria nel giacimento (oil e gas non convenzionale) di Vaca Muerta, nella Patagonia argentina. Il valore del progetto, inizialmente previsto di 300 milioni di dollari, avrà un valore complessivo di circa 800 milioni. “Gli investimenti – ha commentato il direttore generale di Tgs, Javier Gremes Condero – saranno adeguati allo sviluppo della produzione del giacimento”.

Il manager ha poi sottolineato come questi progetti midstream rappresentino “un contributo essenziale allo sviluppo del giacimento non convenzionale” e assicurino “l’infrastruttura necessaria per iniettare la crescente produzione nella rete di distribuzione nazionale”. Secondo Gremes Condero grazie a queste nuove infrastrutture “aumenteranno anche le possibilità di esportare, una volta soddisfatte le esigenze del mercato interno”.


Stando ai più recenti dati ufficiali, la produzione totale di petrolio non convenzionale è cresciuta del 37,9 per cento su anno nello scorso mese di agosto, grazie soprattutto al contributo dei nuovi giacimenti di Vaca Muerta, a fronte di un aumento della produzione di petrolio convenzionale del 2,5 per cento e di gas naturale dell’8,5 nello stesso periodo (il livello più alto dal 2010). Il maggior incremento è stato comunque registrato dal gas non convenzionale (shale gas), con una impennata della produzione del 233 per cento, pari al 36,4 per cento della produzione totale. Complessivamente la produzione di petrolio non convenzionale ha toccato i 69.200 barili/giorno su un totale di 483.500.


vaca muerta
Mauricio Macri e Paolo Rocca negli impianti di Fortín de Piedra

La buona notizia sulla produzione di agosto era attesa dagli addetti ai lavori alla luce dei positivi risultati del precedente mese di luglio. Anche in quel mese la crescita della produzione di shale gas è stata spettacolare, con una variazione su base annua del +192,7 per cento, che aveva impresso una robusta crescita a tutto il settore (+42,3). Nello stesso luglio la crescita dello shale gas (+38,5) ha più che doppiato quella del gas convenzionale (+13,6) mentre nei primi 7 mesi dell’anno i risultati sono stati rispettivamente +34,1 e +44,4 per cento. La partecipazione della produzione di Vaca Muerta alla produzione totale nazionale è passata dal 35,5 per cento per il gas e al 12,9 per cento per il petrolio.

L’investimento di Tgs rappresenta una boccata di ossigeno per il governo argentino, che attribuisce una importanza strategica primaria allo sfruttamento del mega giacimento di Vaca Muerta. “Non ci fermeremo finché da qui non arriveremo ad esportare 30 miliardi di dollari di gas e petrolio”, ha dichiarato il presidente Mauricio Macri, visitando il mega giacimento di Vaca Muerta il mese scorso. Il mandatario ha inoltre incitato gli argentini “a scuotersi e a rendersi conto di quello che siamo capaci di fare nonostante la tempesta che ci tocca affrontare”.

Il capo dello Stato ha tenuto il suo intervento alla cerimonia di inaugurazione della produzione del giacimento “Fortín de Piedra”, operato da Tecpetrol, società del Gruppo Techint (controllato dalla famiglia italoargentina dei fratelli Paolo e Gianfelice Rocca). Lo sviluppo di “Fortín de Piedra”, che produce attualmente 11 milioni di metri cubi/giorno di gas (con l’obiettivo di arrivare a 17), ha richiesto un investimento di 1,4 miliardi di dollari ed ha generato 4.500 posti di lavoro diretti.

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