Il G20 di Buenos Aires spegne le luci sui Venti grandi e sulle priorità dell’agenda internazionale. Ed è toccato al padrone di casa fornire una sintesi dell’accordo raggiunto dopo la due giorni argentina (testo). “Abbiamo raggiunto l’accordo per un comunicato che esprime la necessità di rivitalizzare il commercio e il Wto e esprime la preoccupazione per i cambiamenti climatici”, ha dichiarato il presidente Mauricio Macri.

Luci e ombre, come di consueto alla fine di un summit che riunisce voci, esperienze e impostazioni politico-economiche differenti. Il 20esimo dei 31 punti evidenzia che l’accordo di Parigi sul clima “è irreversibile”, ma il punto numero 21 si impone come una sorta di ‘deroga’, di presa di distanza. Che arriva dagli Stati Uniti, che ribadiscono “la propria decisione di ritirarsi dall’accordo di Parigi e affermano il proprio forte impegno per la crescita economica e l’accesso all’energia e la sicurezza, utilizzando tutte le fonti energetiche e le tecnologia proteggendo, nello stesso tempo, l’ambiente”.



I paesi presenti hanno concordato “di rinnovare il nostro impegno per lavorare insieme al miglioramento di un ordine internazionale basato sulle regole”. Se questa può essere interpretata come una concessione dell’amministrazione Trump, gli Stati Uniti ottengono il risultato di evitare l’inserimento del termine ‘equo’ nell’articolo 27, relativo al commercio, che non contiene nessuna presa di posizione critica nei confronti del protezionismo.

“Il commercio e gli investimenti internazionali sono motori importanti di crescita, produttività, innovazione, creazione di posti di lavoro e sviluppo. Riconosciamo il contributo che il sistema commerciale multilaterale ha apportato a tal fine. Il sistema non è al momento all’altezza dei suoi obiettivi e c’è spazio per miglioramenti. Sosteniamo pertanto la necessaria riforma del Wto per migliorarne il funzionamento. Esamineremo i progressi nel nostro prossimo summit”, si legge nel comunicato.

Poi, l’altra spoinosa questione, che incombe sui paesi economicamente più avanzati, i flussi migratori. A questo riguardo, il punto 17 del documento finale evidenzia che “i massicci movimenti di rifugiati costituiscono una preoccupazione globale con conseguenze umanitarie, politiche, sociali ed economiche. Sottolineiamo l’importanza di azioni condivise per affrontare le cause profonde dei movimenti e per rispondere alle crescenti necessità umanitarie”.

Da parte sua, Mauricio Macri non ha potuto non sottolineare la soddisfazione argentina di essere tornata a ‘posizionarsi’ sullo scacchiere internazionale.

G20, ultima possibilità: gli obiettivi di Macri e Argentina durante e (soprattutto) dopo il vertice

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