La tredicesima riunione del G20 farà sì che gli occhi di tutto il mondo siano incentrati su Buenos Aires. Anche quest’incontro, tuttavia, non sembra iniziare sotto i migliori auspici e, anzi, rispetto al passato, i punti di contrasto, potenzialmente forieri di tensioni più o meno gravi, sembrano addirittura aumentati. Dalle tensioni commerciali fra Cina e Usa, al conflitto russo-ucraino fino alla vicenda del principe saudita Mohammed bin Salman (peraltro l’unica che coinvolge, seppur indirettamente, il paese ospitante), non si può certo dire che manchino i temi ‘caldi’.

Partendo da quest’ultimo, va anzitutto sottolineato come il G20 di Buenos Aires sarà la prima occasione che il saudita avrà per incontrare i leader occidentali dopo l’uccisione, lo scorso 2 ottobre, del giornalista Jamal Khashoggi.

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Bin Salman accolto dal segretario agli Esteri, Jorge Faurie

Dopo settimane di dichiarazioni contraddittorie, Riad ha ammesso che l’omicidio è avvenuto nel proprio consolato di Istanbul, negando però recisamente qualsiasi coinvolgimento del principe, la cui reputazione internazionale era già ampiamente compromessa, a causa della condotta della guerra in Yemen. Inevitabile, quindi, che da più parti si chieda che MbS risponda (pur non essendo del tutto chiaro a chi) delle sue azioni, e su questa scia si colloca la denuncia a suo carico presentata dalla Human Rights Watch presso un giudice argentino.

Più in generale, è ovvio che tutto questo abbia condotto a un peggioramento delle relazioni saudite con svariati altri paesi, ma è comunque interessante che fra i pochi incontri bilaterali che il principe ha in programma figurano quelli con i leader di entrambe le superpotenze, Usa e Russia.

Macron durante la conferenza stampa alla Casa Rosada

Quanto alle altre questioni calde sul tavolo, basti pensare che sembrerebbe che l’escalation di tensione russo-ucraina abbia già fatto saltare proprio l’incontro fra Putin e Trump, per volontà di quest’ultimo. E pure sul fronte della diatriba commerciale con la Cina, ci si può attendere di tutto, dall’istrionico presidente americano. Compresa l’ambizione di un accordo di libero scambio tra Unione europea e Mercosur, frustrata ufficialmente dal francese Macron nella conferenza stampa congiunta alla Casa Rosada.

Insomma, anche questa volta, e forse ancor più che in passato, c’è il rischio che un meeting di questo livello si risolva in una serie di incontri e dichiarazioni pressoché generiche, lasciando irrisolti i nodi più difficili da districare.

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