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G20 Buenos Aires, sicurezza: il piano di Argentina e Uruguay per il controllo dello spazio aereo


Buenos Aires si sta preparando ad accogliere i capi di Stato e primi ministri delle maggiori potenze economiche mondiali in occasione della consueta riunione annuale del G2O, per il 2018 il 30 novembre e il primo dicembre. Per garantire la sicurezza del summit, la Forza aerea dell’Uruguay e quella argentina hanno elaborato un piano congiunto di controllo dello spazio aereo in base alla legge uruguaiana 19.921 che sovraintende a questo ambito e allo scambio di informazioni tra gli stati maggiori dei due paesi.

L’Uruguay ha inoltre autorizzato con un decreto la presenza di otto aerei e 400 soldati statunitensi con base all’aeroporto internazionale Carrasco di Montevideo. Questi avranno prevalentemente scopi logistici e in ogni velivolo statunitense sarà obbligatoria la presenza a bordo di un ufficiale uruguaiano. Tale supporto è stato osteggiato da alcuni esponenti dell’opposizione di entrambi i lati dello spettro politico, che vedono il decreto come una sorta di cessione di sovranità. A loro il ministro della Difesa Menéndez ha risposto rassicurando che il procedimento rientra nel quadro di trattati di cooperazione in materia di difesa che l’Uruguay ha sottoscritto con diversi paesi, tra cui Stati Uniti, Brasile, Italia, Russia, Cina e Germania, per i quali si impegna a offrire appoggio logistico in determinate circostanze.

L’aeroporto Carrasco di Montevideo

Dalla parte argentina il governo ha istituito un apposito “Comitato speciale per il G20” guidato dal ministro dell’Interno, Patricia Bullrich, che coordinerà gli oltre 25mila uomini mobilitati per l’occasione. Inoltre, lo spazio aereo della capitale argentina e l’aeroporto metropolitano Jorge Newbery saranno riservati esclusivamente ai voli ufficiali.

Il governo argentino ha poi dovuto fare un investimento sostanzioso per adeguare il sistema di difesa nazionale agli standard richiesti: in esubero dagli oltre 150 milioni di dollari predisposti per la difesa, ne sono stati spesi altri 12 milioni per 5 aerei “Super Etendard” e sono stati acquistati equipaggiamenti di protezione da attacchi nucleari, batteriologici e chimici, sistemi di difesa aerea a bassa copertura e sono stati aggiornati i cacciabombardieri Lockheed.

Macri con l’omologo uruguaiano, Tabaré Vázquez

Tutto questo dispiegamento di forze a protezione del vertice che l’Argentina auspica possa “abbassare i toni delle tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina, una sostanziale tenuta dell’accordo di Parigi sul clima, e un rafforzamento delle regole sulla produzione di acciaio”.