voto italiani all'estero denuncia brogli buenos aires argentina

Voto italiani all’estero: Buenos Aires, accolta la denuncia su presunti brogli nel 2018


La procura di Buenos Aires ha accolto la denuncia su presunti brogli elettorali presentata da Fabio Porta, già senatore e candidato non rieletto col Pd in Sud America, a seguito di “oggettive anomalie” riscontrate in diversi seggi della circoscrizione consolare nella capitale argentina. Ne dà comunicazione il giornale italiano in Sudamerica Gente d’Italia, su fatti relativi al voto italiani all’estero del 2018.

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Fabio Porta


“Forse sarà una coincidenza, ma all’indomani del cambio di governo in Italia e a pochi mesi del probabile cambio di governo in Argentina qualcosa si è sbloccato nell’inchiesta sui brogli elettorali avvenuti durante le elezioni del 2018”, è la suggestione avanzata dal quotidiano fondato nel 1999 da Domenico Porpiglia.

“Al centro della denuncia oltre quindicimila schede elettorali ‘sospette’ concentrate in una decina (su novanta) sezioni elettorali di Buenos Aires; in queste sezioni si concentrerebbero il 90 per cento dei voti che consentirono al senatore Cario di essere eletto con l’Usei, con la conseguente perdita per il Pd di un seggio ritenuto ‘sicuro’, anche grazie al successo personale di preferenze di Fabio Porta”, spiega Gente d’Italia.

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Adriano Cario


La denuncia, presentata sia in Italia che in Argentina da Porta e da Alberto Becchi (primo dei non eletti per il Pd in Sudamerica), parla di migliaia di schede “anomale” concentrate in poche sezioni di Buenos Aires che, a detta dei denuncianti, sarebbero state votate quasi sempre dalle stesse mani, come sarebbe riportato dagli stessi verbali vidimati dai presidenti di seggio a Castelnuovo di Porto, dove si svolge lo scrutinio.

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Ricardo Merlo


Secondo Porta l’Usei “passava da una media del 20 per cento di voti nelle altre sezioni a 80-90 per cento e specularmente gli altri partiti passavano dal 40 per cento al 4 e numeri simili”. Sempre sulla base delle argomentazioni di Porta e Becchi, ad aumentare i sospetti sul caso si sarebbe anche lo “strano e repentino” passaggio del neo-eletto senatore Cario dall’Usei al Maie e i fatti successivi nei palazzi romani.

Pochi giorni dopo, grazie ai due voti al senato, il Maie entrava nel governo composto Lega-5Stelle e il senatore Ricardo Merlo (eletto nella ripartizione America meridionale) diventava sottosegretario agli Esteri nel primo governo guidato da Giuseppe Conte.