La recente decisione di Corporacion America Airports di cedere all’Investment Corporation Dubai (Icd) il 25 per cento di Corporación America Italia (che detiene a sua volta il 62,8 per cento di Toscana Aeroporti, società di gestione degli scali di Firenze e Pisa) può essere letta in vari modi. La multinazionale argentina fondata da Eduardo Eurnekian, leader nella gestione di infrastrutture aeroportuale, ha preso atto che nel volgere di poco più di un anno il quadro politico ed istituzionale nel quale aveva operato sino ad ora è radicalmente cambiato. Con le dimissioni di Renzi da Premier i progetti di ampliamento dello scalo di Peretola alcuni osservatori avevano espresso dubbi sull’impegno del nuovo governo a portare rapidamente a termine il processo autorizzativo secondo i desiderata e la tempistica del gruppo argentino. Tali dubbi sono stati in buona parte fugati dall’allora ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Graziano Del Rio, renziano come il presidente di Toscana Aeroporti, Marco Carrai, che del senatore di Rignano è stato sempre il vero braccio destro e il più ascoltato consigliere. Successivamente le elezioni politiche e amministrative della scorsa primavera hanno del tutto scompaginato l’orizzonte politico e istituzionale in cui Carrai e il suo vice Roberto Naldi (manager espressione di Corporación America) si sono mossi negli ultimi anni.


Martín e Eduardo Eurnekian

Il Pd è oggi il terzo partito, dopo M5S e Lega, i quali reggono saldamente il governo a Roma. La linea imposta da Renzi al partito lo ha condotto all’isolamento politico. In Toscana il Pd ha perso lo scontro elettorale in importanti capoluoghi di provincia, a cominciare da Siena. I sondaggi indicano un forte indebolimento anche al Comune di Firenze, dove si voterà entro pochi mesi. La Regione, sin qui guidata dal governatore “ribelle” Enrico Rossi, appare anch’essa in pericolo. Il presidente, schieratosi già lo scorso anno con LeU e sopravvissuto ai tentativi di ritorsione renziana, ha recentemente annunciato una propria iniziativa politica all’interno della sinistra che lo porterà quasi certamente a essere candidato ed eletto alle elezioni europee del 2019, lasciando così la regione senza la guida del “federatore” delle diverse anime (anche radicali) della sinistra toscana. Chiunque venga designato per guidare l’ente nell’ultimo anno di legislatura, ben difficilmente riuscirà a tenere insieme le diverse anime della ex e futura coalizione di centrosinistra. Nei comuni limitrofi allo scalo, dove dovrebbero trovare posto gli ammodernamenti delle piste, l’opposizione è cresciuta e ha trovato sostegno nei nuovi eletti delle amministrazioni coinvolte.


Matteo Renzi, Enrico Rossi

Il fiorentino Naldi – uomo forte di Toscana Aeroporti in quanto espressione del numero uno del gruppo argentino Martin Eurnekian – è uomo avveduto e manager competente, che può certamente vantare rapporti stretti con il mondo della Leopolda, ma anche la capacità di formulare analisi e scenari da presentare al proprio azionista. Secondo alcuni analisti politici fiorentini, il manager avrebbe confidato ad amici e collaboratori stretti la sua delusione per la inconcludente parabola del renzismo fiorentino. Non vi è conferma di ciò ma alcuni esponenti politici del Pd fiorentino ammettono che i rapporti con il sindaco Nardella non sarebbero più idilliaci, anche a causa di differenze di carattere e di visione strategica tra i due. Del resto non è un mistero che l’ipotesi di indire elezioni primarie per la scelta del candidato sindaco stia trovando sempre maggiori consensi, pur essendo noto l’orientamento negativo tanto del senatore Renzi quanto del sindaco uscente.

Da queste constatazioni sarebbe nata la strategia di ridurre il peso della multinazionale argentina in Toscana Aeroporti e di aprire il capitale della controllante a un investitore istituzionale come Icd, entità nell’orbita della famiglia emirale di Dubai, gli al-Maktoum. Gli ambienti vicini all’ex premier hanno fatto notare in queste ore come i rapporti tra l’ex rottamatore e gli Emirati siano sempre stati molto stretti. Tuttavia, una fonte diplomatica italiana nell’area del Golfo sottolinea come le maggiori simpatie (ricambiate) dell’ex primo ministro vadano più al Qatar, in questo momento acerrimo avversario degli Emirati.


Marco Carrai

Il tempo mostrerà se ciò che appare oggi un ripiegamento tattico degli argentini sia tale o non sia piuttosto il primo passo di un disimpegno, nonostante gli investimenti già realizzati su Pisa e quelli promessi. Certamente la figura del presidente Carrai, soprattutto in vista della campagna elettorale, può diventare ingombrante. Sarebbe davvero esiziale se un progetto di cui la città e la intera Toscana hanno bisogno tramontasse insieme al renzismo.

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