C’è l’apertura di papa Francesco alle unioni civili. Il pensiero del pontefice argentino è emerso durante la proiezione del documentario “Francesco”, lavoro di Evgeny Afineevsky, alla Festa del Cinema di Roma. “Le persone omosessuali – dice Bergoglio – hanno il diritto di essere in una famiglia. Sono figli di Dio e hanno diritto a una famiglia”.

papa francesco unioni civili documentario
Evgeny Afineevsky

“Nessuno dovrebbe essere estromesso o reso infelice per questo. Ciò che dobbiamo creare è una legge sulle unioni civili. In questo modo sono coperti legalmente. Mi sono battuto per questo”, aggiunge papa Francesco.


Le parole di papa Francesco, tuttavia, non sono nello specifico riferite all’Italia e alla sua legislazione, ma al mondo. Il pensiero di Bergoglio tende piuttosto a portare avanti la riflessionesul tema unioni civili soprattutto nella Chiesa cattolica che, da sempre, si manifesta come divisivo e per alcuni settori addirittura ‘irricevibile’.


Vero è che negli ultimi anni la Chiesa ha ammesso la necessità di una legislazione specifica per le coppie omosessuali. Più volte diversi porporati hanno parlato della nececcità di dare ordine e forma giuridica ai diritti delle persone che compongono coppie dello stesso sesso, pur senza alcuna sovrapposizione con l’istituto del matrimonio.

Visualizza questo post su Instagram

PT: Ninguém foi batizado como padre ou bispo. Todos nós fomos batizados como leigos. Leigos e leigas são protagonistas da Igreja. Hoje, é especialmente necessário ampliar os espaços com presença feminina relevante na Igreja. E nesta presença laical, deve-se sublinhar o feminino, pois as mulheres costumam ser deixadas de lado. Devemos promover a integração das mulheres em lugares onde são tomadas decisões importantes. Rezemos para que, em virtude do batismo, os fiéis leigos, em especial as mulheres, participem mais nas instâncias de responsabilidade da Igreja, sem cair em clericalismos que anulam o carisma laical. #intençõesdeoração IT: Nessuno è stato battezzato prete né vescovo. Siamo stati tutti battezzati come laici. Laici e laiche sono protagonisti della Chiesa. Oggi c’è ancora bisogno di allargare gli spazi di una presenza femminile più incisiva nella Chiesa. E di una presenza laica, si intende, ma sottolineando l’aspetto femminile, perché in genere le donne vengono messe da parte. Dobbiamo promuovere l’integrazione delle donne nei luoghi in cui si prendono le decisioni importanti. Preghiamo affinché, in virtù del Battesimo, i fedeli laici, specialmente le donne, partecipino maggiormente nelle istituzioni di responsabilità della Chiesa, senza cadere nei clericalismi che annullano il carisma laicale. #intenzionidipreghiera FR: Personne n’a été baptisé prêtre ni évêque. Nous avons tous été baptisés laïcs. Les laïcs, hommes et femmes, sont les protagonistes de l’Eglise. Aujourd’hui, il est particulièrement nécessaire d’élargir les espaces pour une présence féminine plus incisive dans l’Église. Nous mettons l’accent sur la présence laïque féminine car les femmes sont généralement laissées de côté. Nous devons promouvoir l’intégration des femmes dans les divers lieux où se prennent les décisions importantes. Prions pour qu’en vertu du baptême, les fidèles laïcs, en particulier les femmes, participent davantage aux instances de responsabilité de l’Eglise, en évitant des formes de cléricalisme qui annulerait le charisme des laïcs. #intentionsdeprière

Un post condiviso da Pope Francis (@franciscus) in data:

Per esempio, favorevoli al riconoscimento delle unioni civili, si sono detti i cardinali Walter Kaspere Gualtiero Bassetti, presidente della Cei, e il vescovo Marcello Semeraro, molto vicino a Francesco, di recente nominato a capo della Congregazione dei Santi al posto del dimissionario cardinale Becciu.

Nel documentario, il papa prende come esempio la storia di Andrea Rubera che insieme con il partner ha adottato tre bambini e che allo stesso Francesco ha consegnato una lettera nella quale spiegava di voler crescere i figli nella fede cattolica, temendo però per come sarebbero potuti essere accolti nella locale parrocchia.

Come racconta lo stesso Rubera nel documentrio, papa Francesco lo ha poi chiamato raccontandogli la sua commozione e spingendolo a introdurre i figli nella vita della parrocchia, preparandosi però a trovare resistenze. Rubera, nel film, dice di aver effettivamente fatto frequentare ai figli la parrocchia, e di essere felice della scelta fatta.

Loading...

TI POTREBBERO INTERESSARE