“Imploro il perdono del Signore per questi peccati, per lo scandalo e il tradimento avvertiti da tanti nella famiglia di Dio. Chiedo alla nostra Madre Beata di intercedere per la guarigione di tutte le persone che hanno subito abusi di qualsiasi tipo e di confermare ogni membro della famiglia cristiana nel risoluto proposito di non permettere mai più che queste situazioni accadano”. Sono state le parole di papa Francesco all’Angelus durante ultimo giorno del suo viaggio in Irlanda. Una visita che non poteva non ‘prevedere’ un ritorno sul tema più difficile per le gerarchie ecclesiastiche. E che Francesco ha deciso di affrontare, senza evitare il ‘palco’ dell’Incontro mondiale delle famiglie, peraltro in un paese tra i più colpiti dalla squallida slealtà degli uffici ecclesiastici e che, per decenni ha taciuto. Per paura, vergogna o solo perché ha ritenuto di non rischiare di danneggiare l’immagine terrena della fede. Ma il pontefice argentino non ha usato mezzi termini, come suo solito, affermando che “la Chiesa ha fallito” e che l’omertà di cui si è macchiata “è caca (diretto ma con termine argentino, ndr), sterco”.


Poche ore prima, anche parlando alle autorità, alla società civile e al corpo diplomatico nel paese ‘verde’ non ha taciuto sul “fallimento delle autorità ecclesiastiche” nell’affrontare con adeguatezza la piaga della pedofilia e denuncia le “mancanze di tanti”. Bergoglio ha anche ricordato l’impegno di Ratzinger nell’arginare la pedofilia: “Il mio predecessore, papa Benedetto, non risparmiò parole per riconoscere la gravità della situazione e domandare che fossero prese misure ‘veramente evangeliche, giuste ed efficaci’ in risposta a questo tradimento di fiducia. Il suo intervento franco e deciso continua a servire da incentivo agli sforzi delle autorità ecclesiali per rimediare agli errori passati e adottare norme stringenti volte ad assicurare che non accadano di nuovo. Più recentemente nella lettera al Popolo di Dio ho ribadito l’impegno, anzi un maggior impegno, per eliminare questo flagello nella Chiesa, a qualsiasi costo morale e di sofferenza”.


Poi, una parentesi storico-politica durante l’Angelus, pregando “per l’amata gente dell’Irlanda del Nord. Sebbene il mio viaggio per l’Incontro mondiale delle famiglie non includa una visita al Nord, vi assicuro il mio affetto e la mia vicinanza nella preghiera. Chiedo alla Madonna di sostenere tutti i membri della famiglia irlandese perché perseverino, come fratelli e sorelle, nell’opera di riconciliazione”.