Gli strumenti “adeguati” per “lo sradicamento della fame dal nostro mondo” ci sono, esistono. Sono le parole di papa Francesco nel Messaggio alla Fao per la Giornata mondiale dell’alimentazione. Ma, denuncia il pontefice argentino, “come in altre grandi problematiche che colpiscono l’umanità, spesso ci imbattiamo in enormi ostacoli nella soluzione dei problemi, con barriere ineluttabili frutto di indecisioni o ritardi, con la mancanza di determinazione dei responsabili politici, tante volte immersi solo negli interessi elettorali o intrappolati da opinioni distorte, perentorie o riduttive”. In sostanza “manca realmente la volontà politica”.

Giornata mondiale dell'alimentazione


Si stima che nel mondo siano oltre 821 milioni le persone che soffrono la fame, una su nove. “I conflitti – ha spiegato a Vatican News Emanuela Cutelli, responsabile comunicazione per l’Italia del World Food Programme – sono tra le principali cause di questo incremento”. “Nel mondo – sottolinea – 821 milioni di persone soffrono la fame e più della metà di queste vivono in paesi colpiti da conflitti”. Poi, anche gli altri fattori da non dimenticare, come i cambiamenti climatici o i disastri naturali che contribuiscono in maniera notevole al numero di persone che soffrono la fame nel mondo.

Ciononostante, mentre aumenta il numero ingente di esseri umani che non hanno nulla o quasi nulla da mangiare, denuncia Francesco, “la solidarietà internazionale sembra raffreddarsi”. “I poveri aspettano da noi un aiuto efficace che li tolga dalla loro prostrazione, non solo propositi o convegni che, dopo aver studiato dettagliatamente le cause della loro miseria, abbiano come unico risultato la celebrazione di eventi solenni, impegni che non giungono mai a concretizzarsi o vistose pubblicazioni destinate ad ingrossare i cataloghi delle biblioteche”.

Giornata mondiale dell'alimentazione


“In questo secolo XXI – ricorda il pontefice – che ha registrato notevoli passi avanti nel campo della tecnica, della scienza, delle comunicazioni e delle infrastrutture, dovremmo arrossire per non aver ottenuto gli stessi progressi in umanità e solidarietà, così da soddisfare le necessità primarie dei più svantaggiati”. Per questo “siamo tutti chiamati ad andare oltre. Possiamo e dobbiamo fare meglio. Occorre passare all’azione, in modo che scompaia totalmente il flagello della fame”.