Il nuovo segretario personale di papa Francesco è un cosiddetto prete di strada. Si tratta del 40enne uruguaiano Gonzalo Aemilius, che prende il posto lasciato lo scorso dicembre da padre Fabián Pedacchio, argentino, tornato a dicembre al suo incarico presso la Congregazione dei vescovi. Aemilius ffiancherà l’attuale segretario particolare, padre Yoannis Lahzi Gaid, egiziano copto.

gonzalo aemilius segretario particolare papa francesco

È Vatican News a tracciare il suo profilo. Dottore in Teologia, nato il 18 settembre 1979, proveniente da una famiglia agiata di Montevideo, una nonna ebrea e genitori non credenti, Gonzalo Aemilius si è convertito durante il liceo, “colpito dal sorriso e dalla gioia sul volto di alcuni sacerdoti che aiutavano i ragazzi di strada nonostante le minacce di morte”.

Ordinato sacerdote il 6 maggio 2006, padre Aemilius era stato notato da parecchi quando, la mattina del 17 marzo 2013, mentre salutava i fedeli radunati fuori la Porta Sant’Anna, papa Francesco lo vide tra la folla e lo invitò a seguirlo nella chiesa dove stava per celebrare la sua prima messa con i fedeli dopo l’elezione. Al termine della liturgia, Francesco lo aveva chiamato accanto a sé e lo aveva presentato a tutti chiedendo di pregare per lui e per il suo lavoro con i ragazzi di strada.

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Gonzalo Aemilius e Bergoglio si conoscono dal 2006, quando l’allora arcivescovo di Buenos Aires gli telefonò perché aveva sentito parlare del suo lavoro con i ragazzi di strada. Nel 2013, Aemilius ha raccontato all’Osservatore Romano la sua esperienza con i ragazzi di strada e l’incontro col cardinale Bergoglio.


“Quando mi resi conto che era lui veramente, capii anche che in quel momento stava cambiando la mia vita. Mi colpì il suo modo di essere padre. Prima di tutto delle persone povere. Mi colpì molto, per esempio, quando, durante la messa del Giovedì santo celebrata in una villa argentina, un quartiere simile a una favela brasiliana, dove circolava molta droga, fece la lavanda dei piedi a tossicodipendenti e malati di Aids con una tenerezza sconvolgente. E con il suo gesto riscattò tantissimi abitanti del quartiere, prigionieri di quel meccanismo tremendo che sono la droga e la sua strada”.

Papa Francesco in Argentina, c’è da attendere ancora. Ne ha parlato alla stampa

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