L’atteso incontro di papa Francesco con il grande ayatollah Ali al-Sistani durante lo storico primo viaggio di un pontefice in Iraq. Il colloquio, in forma privata, è durato circa un’ora, carico di significato perché è la prima volta di un incontro del pontefice con un leader sciita. Al centro della conversazione, come spiegano i rispettivi apparati di comunicazione, l’importanza della convivenza pacifica e le grandi sfide dell’umanità.

”I cristiani, così come tutti i cittadini iracheni, devono vivere in pace e in sicurezza”, ha dichiarato al-Sistani come evidenziato da una nota diffusa dall’entourage della massima autorità religiosa sciita.


Dal canto suo, spiega il portavoce della Santa sede, Matteo Bruni, “il Santo Padre ha sottolineato l’importanza della collaborazione e dell’amicizia fra le comunità religiose perché, coltivando il rispetto reciproco e il dialogo, si possa contribuire al bene dell’Iraq, della regione e dell’intera umanità”.


“L’incontro – ha aggiunto Matteo Bruni – è stata l’occasione per il papa Francesco di ringraziare al-Sistani perché, assieme alla comunità sciita, di fronte alla violenza e alle grandi difficoltà degli anni scorsi, ha levato la sua voce in difesa dei più deboli e perseguitati, affermando la sacralità della vita umana e l’importanza dell’unità del popolo iracheno”.

Il pontefice ha infine ribadito la sua preghiera a “Dio, Creatore di tutti, per un futuro di pace e di fraternità per l’amata terra irachena, per il Medio Oriente e per il mondo intero”.

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