La mano dura e decisa di papa Francesco sul clero ‘indegno’ che si è macchiato, a vario titolo, nei casi di pedofilia che hanno gettato discredito sulla Chiesa. Nunzi, cardinali, vescovi: in diversi sono stati sollevati dai rispettivi incarichi ecclesiastici per non aver vigilato e supportato i più deboli, nella fattispecie chi ha subito abusi sessuali. Un approfondimento dell’agenzia Agi mette in risalto l’operato di Bergoglio che, nel giro di poche settimane, sta ‘destituendo’ quei membri del clero che non hanno fatto “buona guardia” sulla tutela e la difesa dei deboli. Un vero ‘repulisti’ quello del papa argentino.


Francesco ha ottenuto le dimissioni dell’intero episcopato cileno: 34 vescovi, 5 dei quali sono stati già rimossi per non aver seguito la linea della tolleranza zero riguardo agli abusi sessuali commessi dal clero. Dal Cile alla Colombia, dove ha allontanato da Bogotà il nunzio apostolico Ettore Balestrero, apertamente schierato con la destra contigua alle formazioni paramilitari. Poi, l’arcivescovo di Caracas, Urosa Savino, dimesso, e senza le consuete proroghe concesse ai cardinali, per avere assunto il ruolo improprio per un ecclesiastico, di leader morale dell’opposizione al chavismo denigrando pubblicamente il Venezuela con informazioni parziali che hanno di fatto giustificato il blocco economico. Ma è stato il caso cileno a compromettere maggiormente il ruolo e l’onore del pontefice. Lo scorso gennaio, papa Francesco, sulla base di false informazioni trasmessegli dal nunzio Ivo Scapolo nel corso del viaggio apostolico in Cile, aveva preso pubblicamente le difese del vescovo di Osorno, Carlos Barros, che era invece amico e sodale di padre Fernando Karadima, i cui stupri sono stati provati, “ma che grazie ad altissime protezioni non è mai stato ridotto allo stato laicale”. Un inganno che ha gettato grande discredito sul pontefice, attaccato da molti per non aver fatto nulla contro il clero infedele.

Come ricorda l’Agi, a seguito dell’inchiesta svolta in loco dall’ex pg vaticano, Charles Scicluna, “il papa ha cambiato idea sulla vicenda e ha incontrato personalmente a Santa Marta le vittime del sacerdote pedofilo che in gennaio, nei giorni del viaggio, non erano state ammesse alla sua presenza mentre risiedeva alla Nunziatura di Scapolo”. E la soddisfazione delle vittime degli abusi si fa già sentire: “Per circa dieci anni siamo stati trattati come nemici perché abbiamo combattuto contro l’abuso sessuale e l’occultamento nella Chiesa. In questi giorni abbiamo conosciuto un volto amichevole della Chiesa, totalmente diverso da quello che abbiamo incontrato in passato”.


E il papa ha scritto ai cattolici cileni, ringraziandoli: “Tutto il processo di revisione e purificazione che stiamo vivendo è possibile grazie allo sforzo e alla perseveranza di persone concrete, le quali anche contro ogni speranza o discredito, non si sono stancate di cercare la verità. Mi riferisco alle vittime degli abusi sessuali, di potere e d’autorità e a coloro che a suo tempo hanno creduto loro e le hanno accompagnate. Vittime il cui grido è arrivato al cielo”.