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Siria, Senegal, Venezuela: rifugiati in Argentina a Roma per incontrare Francesco


Incontrare il papa non è certo qualcosa che capita tutti i giorni. Quattro rifugiati però – Okba (siriano), Diana (colombiana), Omar (venezuelano) e Ndathie (senegalese) – sono arrivati Vaticano come rappresentanti delle diverse comunità di immigrati in Argentina nel comitato dei rifugiati e dei migranti per un’udienza con papa Francesco.

Ad accompagnarli c’era il ministro argentino per i diritti umani e il multiculturalismo, Claudio Avruj, dei funzionari del governo argentino, di Unhcr e Iom. Renata Dubini, direttrice di Unhcr per le Americhe, ha raggiunto il gruppo dei rifugiati per l’incontro con il pontefice, il quale ha fatto un appello per la solidarietà con i popoli più vulnerabili.

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“Ho accompagnato la delegazione argentina che ha unito i rappresentanti dei diversi popoli che hanno trovato in Argentina una nuova casa nel corso degli ultimi anni. Sono fiduciosa che la tradizionale accoglienza per i migranti verrà estesa anche ai nuovi richiedenti asilo, i quali potranno trovare delle opportunità in Argentina come nel resto dell’America Latina, ritrovare la loro dignità e contribuire allo sviluppo delle nostre comunità”, ha dichiarato.

Per Okba, Diana, Omar e Ndathie questo non è stato solo un viaggio in Italia e al Vaticano, ma è stata un’opportunità per condividere le loro storie di integrazione in Argentina. Diana, per esempio, è una maestra. È arrivata in Argentina dieci anni fa. “Ho viaggiato via terra per tre mesi dalla Colombia. Sono fuggita da un contesto di violenza sociopolitica e ho trovato affetto e solidarietà in un momento molto difficile della mia vita”.



Ndathie è arrivato in Argentina dal Senegal nel 2007, quando aveva solo 22 anni e voleva iniziare una nuova vita. Dopo aver studiato per imparare lo spagnolo ha trovato un lavoro ed è diventato cittadino argentino. Oggi lavora nella commissione nazionale per i rifugiati e frequenta la facoltà di Legge.

Sono circa 137mila persone di interesse per l’Unhcr che vivono in Argentina, dove la agenzia Onu per i rifugiati garantisce il suo supporto dal 1965.

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