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Elezioni perse, allarmi bomba e tentato assalto alla Casa Rosada: lunedì nero per il governo Macri


Nel cuore del potere politico dell’Argentina, le ore in cui si spegneva il deputato nazionale Héctor Olivares, ferito in un agguato nei pressi del parlamento lo scorso giovedì, hanno scandito l’inizio di una giornata difficile per il governo.

Dalle elezioni per il governatore della provincia di Córdoba è arrivata una sconfitta per la coalizione che sostiene Mauricio Macri. Ad avere la meglio – ma i pronostici andavano in questa direzione – è stato Juan Schiaretti, rappresentante del peronismo moderato.

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Oltre il 53 per cento delle preferenze ottenute nella seconda provincia del paese, anche per importanza politica, sono un segnale chiaro nonostante, secondo lo stesso Schiaretti, “sarebbe affrettato trarre delle conclusioni sulla base di questo risultato”.

Il candidato di Cambiemos, il rassemblement macrista, non ha raggiunto il 18 per cento, dato messo in grande evidenza dalla stampa argentina. Perché nello stesso distretto elettorale, nelle politiche parziali del 2017, l’attuale maggioranza si era imposta con quasi il 50 per cento dei voti. Tra tanti dati ‘isolati’, quello della località di Marcos Juárez, dove è nata la coalizione di governo e dove Schiaretti ha ottenuto quasi il 60 per cento.

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Aperta immediatamente la riflessione all’interno di governo e maggioranza e per molti potrebbe avere uno sbocco verso un accordo con il peronismo moderato, mossa che chiede da tempo una parte della coalizione considerata l’unico modo per sbarrare la strada a Cristina Fernández e al peronismo più ‘radicale’ che fa capo all’ex presidente alle prossime presidenziali del 27 ottobre.

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Gli altri sussulti per il governo, invece, sul fronte della sicurezza. In mattinata la polizia ha arrestato un uomo che cercava di entrare nel palazzo presidenziale con una valigetta all’interno della quale c’era un revolver carico, una Magnum 44 Taurus, sostenendo di avere un appuntamento con il presidente Macri.

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Respinto dagli addetti alla sicurezza della Casa Rosada, l’uomo ha lanciato la sua valigetta contenente l’arma oltre la recinzione esterna, cercando di fuggire. L’autore del gesto è il 35enne Francisco Ariel Muñiz, che in passato è stato militante di Cambiemos, candidandosi a una carica locale nel comune di General Pinto, nella provincia di Buenos Aires.

Nel pomeriggio. invece, l’apparato di sicurezza ha dovuto affrontare due allarmi bomba, uno alla Casa Rosada e l’altro alla Camera dei deputati. Due telefonate anonime hanno provocato l’evacuazione a Buenos Aires di una pertinenza della Camera e provocato un allarme sicurezza nel palazzo presidenziale che non è però stato evacuato.

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Infine, nel tardo pomeriggio altri due allarmi bomba che hanno interessato due stazioni strategiche di Buenos Aires, Retiro e Consitución, con immediato stop alla circolazione dei treni che collegano la capitale con le popolose località della provincia. Salgono così a 60 i falsi allarmi bomba sulle principali linea ferroviarie.

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