Una mossa pro e una contro Nicolás Maduro dal governo argentino nelle ultime ore. L’esecutivo guidato da Alberto Fernández ha ritirato le credenziali della rappresentante a Buenos Aires dell’auto proclamato presidente venezuelano Juan Guaidó, Elisa Trotta Gamus. La 38enne venezuelana era stata riconosciuta dal precedente governo Macri quale rappresentante diplomatica del Venezuela riconoscendole status formale di ambasciatore, senza peraltro rompere le relazioni diplomatiche con Caracas.

argentina ambasciatore venezuela elisa trotta credenziali guaidó


La decisione, con esplicito valore politico, è coerente con la posizione del fronte peronista, diametralmente opposta a quella assunta da Mauricio Macri. Ed è arrivata nelle stesse ore in cui il governo Fernández, attraverso una nota ufficiale firmata dal ministro degli Esteri, Felipe Solá, condannava il ricorso all’uso della forza per impedire a deputati e giornalisti di accedere al parlamento mentre veniva eletto il nuovo presidente dell’Assemblea nazionale, Luis Parra, esautorando Guaidó. Di fatto, la stessa reazione di Stati Uniti, Brasile e Colombia, paesi che guidano il fronte continentale anti Maduro.


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La nota argentina parla espressamente di “rottura del meccanismo democratico” come “nuovo ostacolo al funzionamento dello stato di diritto, condizione essenziale per consentire di intraprendere il cammino verso una soluzione trasparente per la situazione che oggi vive il popolo del Venezuela”. Immediata la reazione chavista, per bocca di Diosdado Cabello, di fatto il numero due del regime di Caracas: “L’Argentina ci faccia capire da che parte sta”.


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Felipe Solá


Ciononostante, il governo argentino conferma la sua linea, che è quella di riprendere un ruolo attivo nella gestione della crisi venezuelana e sostenere l’esecutivo messicano “nella sua missione di ricostruire lo spazio di dialogo e concertazione regionale”.

“Il Messico ha idee nuove e per la prima volta volge lo sguardo verso il Sud America e l’America Latina”, ha dichiarato Solá che ritiene fondamentale “deideologizzare le relazioni tra i vari paesi dell’area” al fine di disegnare una soluzione alla crisi nel paese caraibico.

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