Le riserve saranno sciolte solo venerdì 6 dicembre, con comunicazioni ufficiali che arriveranno alle 18 ora argentina. Quattro giorni prima dell’insediamento alla Casa Rosada, sarà il presidente eletto, Alberto Fernández, a elencare i nomi e le deleghe che comporrano il suo esecutivo. Nomi che sono già stati decisi.

argentina governo alberto fernandez ministri


Costretto dai rumor degli ultimi mesi, in una intervista radio Fernández ha negato le voci che vogliono Cristina Fernández de Kirchner protagonista nella scelta dei ministri. “Cristina ha influito nella scelta del gabinetto come influisce una persona della quale apprezzo l’opinione”, ha dichiarato aggiungendo che “non ha riempito il governo” ma “ho cercato di fare in modo che tutti fossero rappresentati”.

C’è un nome in particolare che i mercati attendono con ansia ed è quello del ministro dell’Economia. E, difatti, le ultime turbolenze finanziarie sono anche una conseguenza del nome che manca, insieme alla chiarezza sulla gestione del debito.

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Felipe Solá con Cristina Fernández


A essere certi sono solo il ministro degli Esteri e quello dello Sviluppo sociale. Capo della diplomazia sarà un peronista di lungo corso, Felipe Solá. Che, settimane dopo le elezioni ha ribadito il suo pensiero, per esempio, sul Venezuela. Secondo Solá, l’Argentina “non può cambiare la sua posizione” sul paese caraibico per ottenere vantaggi dagli Stati Uniti sul tema del debito estero (e del Fondo monetario internazionale).

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L’altro nome dato per certo è quello di Daniel Arroyo al dicastero dello Sviluppo sociale, comparto fondamentale per l’impostazione politica peronista che, tuttavia, va a un uomo vicino a Sergio Massa, più moderato degli alleati kirchneristi.

Questi ultimi otterrebbero il ministero della Difesa, con Agustín Rossi che ha ricoperto quell’incarico dal 2013 al 2015. Per la Giustizia circola, invece, il nome di Marcela Losardo, socia dello studio dello stesso Alberto Fernández.