Grossi guai sul fronte giudiziario per l’ex presidente Cristina Fernandez de Kirchner e i principali funzionari della sua amministrazione, tra i quali l’ex potente ministro dei Lavori pubblici, Julio de Vido. La giustizia argentina ha avviato una nuova inchiesta sulla corruzione a partire dal contenuto di otto quaderni appartenenti all’autista di un sottosegretario nei quali sarebbero dettagliatamente annotati dieci anni di raccolta di mazzette per un ammontare di circa 150 milioni di dollari. Il magistrato titolare dell’indagine, Claudio Bonadio, ha già disposto l’arresto del presunto esattore delle mazzette e numero due di De Vido, il sottosegretario Roberto Baratta, oltre anche a numerosi imprenditori legati agli appalti delle opere pubbliche e del settore dell’energia. Lo stesso Bonadio ha citato in tribunale – il prossimo 13 agosto – a dichiarare come indagato l’ex presidente Fernández de Kirchner. Con lei anche diversi funzionari della sua amministrazione tra i quali l’ex sottosegretario agli Affari legali della presidenza, Oscar Parrilli, e l’ex capo di gabinetto, Juan Manuel Abal Medina. Un duro colpo per la ex mandataria peronista considerando che da qualche settimana il suo nome è tornato come possibile candidata alla presidenza della Nazione.


L’ex ministro De Vido

I soggetti arrestati sono finora una dozzina, ma il numero salirà tra poitici, ex funzionari dello Stato e imprenditori. L’inchiesta – una vrea bufera giudiziaria – è partita dal ritrovamento di quelli che ormai la stampa argentina definisce “quaderni della corruzione”, dove l’autista del sottosegretario Baratta, Oscar Centeno, anche lui già agli arresti, ha preso nota con estrema accuratezza, di tutti i viaggi dell’esattore di De Vido, segnando persone, luoghi, date e cifre. Dopo aver ricostruito gli appunti presenti sui quaderni, il giudice Bonadio ha già disposto l’arresto di tutti i collaboratori più vicini all’ex ministro dei Lavori pubblici, ma coinvolgerebbe direttamente anche l’ex presidente Cristina Fernández de Kirchner, e il defunto ex presidente e marito Néstor Kirchner. Stando alle informazioni presenti su quei quaderni, poi diffuse dalla stampa, parte delle mazzette che venivano raccolte da Baratta, venivano infatti portate direttamente al loro domicilio privato dell’elegante quartiere della Recoleta, nella città di Buenos Aires.




Foto La Nación

Agli arresti, oltre a Baratta e Centeno, anche l’ex sottosegretario Rafael Llorens, l’ex direttore di Enarsa (azienda statale del settore energetico), Walter Fagyas, l’ex impiegato dell’ufficio di De Vido, Nelson Lazarte, e l’ex impiegato del governo Hugo Martín Larraburu. Sul fronte imprenditoriale sono finiti in carcere invece gli ex dirigenti della compagnia elettrica Electroingenieria, Gerardo Ferreyra e Luis Neyra, e Hector Sánchez Caballero, dell’impresa di costruzioni Iecsa. Ma il peso dell’inchiesta giudiziaria è tale che non si esclude il coinvolgimento di altri nomi eccellenti. L’inchiesta, difatti, è ancora in corso.

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