“Mi piacerebbe continuare ad affiancare Mauricio Macri”. In Argentina l’anno elettorale è già avviato, le macchine politiche si scaldano al sole dell’estate australe. È così che l’attuale vicepresidente, Gabriela Michetti, si è espressa sulla sua possibile ricandidatura in tandem con Macri. Formula, la chiamano laggiù.

La senatrice Michetti, la cui famiglia è originaria di Marche e Lombardia, ha manifestato il suo desiderio, un chiaro rinnovo di disponibilità. Era con l’ex patron del Boca Juniors anche quando quest’ultimo aveva nelle sue mani il governo della città di Buenos Aires.


Carolina Stanley


Ma il posto di Michetti sembra essere a rischio, a vantaggio di altre due donne, una delle quali, con tutta probabilità, andrà a comporre la proposta elettorale per le presidenziali del 27 ottobre. Dal presidente nessuna dichiarazione in merito: “C’è tempo, non ne abbiamo parlato. La mia ossessione è che l’Argentina si metta in marcia, che diminuisca l’inflazione, che cresca il lavoro”. Due nomi, tuttavia, insidiano le aspettative di Michetti.


Indiscrezioni filtrate negli ultimi mesi vogliono che a penalizzare il ruolo della vicepresidente sia la (troppo) ostentata contrarietà alla legge sulla depenalizzazione dell’aborto, contraria alla posizione neutrale che aveva chiesto Macri al suo entourage.

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Patricia Bullrich


Si tratta di due ministre, Carolina Stanley (Salute e sociale) e Patricia Bullrich (Sicurezza), le uniche donne a integrare il governo Macri. Secondo alcuni sondaggi la prima sarebbe la più promettente, anche se mettono in evidenza una notorietà non altissima, attorno al 50 per cento. Della seconda, invece, verrebbe apprezzata la gestione delle attività contro il narcotraffico.

Ciò che appare a livello di opinione pubblica è il maggiore impegno dell’attuale esecutivo sulla sicurezza (vera ossessione del paese) più dell’amministrazione di Cristina Fernández. E non è poca cosa da sfruttare in campagna elettorale, soprattutto presso la classe media. Ciò che appare certo è che a presentarsi con Macri sarà una donna. Ma prima di ogni cosa viene l’economia. Senza ripresa la sfida è difficile, quale che sia la formula pensata.

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