Prima grande manifestazione di dissenso verso l’idea del governo Macri sull’impiego delle forze armate nella sicurezza interna, narcotraffico e terrorismo. A Buenos Aires in migliaia hanno risposto all’appello di partiti politici e sindacati, organizzazioni di base e associazioni per i diritti umani con una marcia verso l’edificio del ministero della Difesa, dove sono rimasti per alcune ore. Lo slogan principale è stato “Forze armate per la repressione, mai più!”. I dimostranti erano accompagnati e supportati da gruppi musicali, e da numerosi striscioni che ricordavano i trentamila desaparecidos della dittatura (1976/1983). Prima dell’atto, molti manifestanti hanno affincato le Madri di Plaza de Mayo nella loro tradizionale marcia in tondo sulla piazza antistante la Casa Rosada con cui hanno chiesto e chiedono ai governi degli ultimi trent’anni, di svelare la sorte dei figli scomparsi. “A noi come parenti dei desaparecidos – ha detto ai media Carlos Pisoni, dell’associazione Hijos – quanto accade ci fa pensare alle nostre storie e tragedie. Ed è tornare a pensare a qualcosa che ritenevamo che già l’Argentina si fosse lasciata dietro le spalle”.


Ha parlato anche Jorge Taiana, ex ministro degli Esteri del governo di Cristina Kirchner e attuale membro del parlamento del Mercosur, che ha bollato come “spoposito” la decisione dell’esecutivo sottolineando che modificare il ruolo delle forze armate a complemento di quelle predisposte per la tutela della sicurezza non è altro che “un vecchio obiettivo del Pentagono e del Comandi sud degli Stati Uniti”. Washington ambisce, ha concluso, a essere lei “ad offrire la sicurezza alla regione, in modo tale che gli eserciti locali si trasformino in guardie nazionali incaricate di reprimere il traffico di persone, il narcotraffico e il terrorismo”. Punto di vista, quello del ruolo degli Usa nella regione, ancora attuale per buona parte delle sinistre continentali. C’è chi, come il sindacato Cta, grande oppositore di Macri e del suo pensiero economico, ha voluto sottolineare l’esperienza fallita dell’uso dell’esercito nella lotta al narcotraffico in Colombia e Messico, e che nel contesto argentino l’argomento del narcotraffico è “una bugia”.