Non è il primo sondaggio a disegnare una Argentina divisa tra Macrismo e Kirchnerismo. Nel mezzo, però, arriva la conferma di una candidatura diversa, nello spazio politico peronista non allineato alla ex presidente Cristina Fernández. L’ultima analisi sulle intenzioni di voto è della società Cigp. La base, tuttavia, è ridotta, di appena 1.200 intervistati in diverse zone del paese, ma conferma che sono loro due a contendersi il voto degli argentini.

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Emerge la sofferenza sia dell’immagine dell’attuale presidente che di quella della Kirchner. Macri ha, secondo questo rilevamento, il 52,92 per cento di giudizi negativi e ugualmente negativo è il giudizio sulla gestione di governo (56,01 per cento degli intervistati). Ciononostante, lo voterebbe di nuovo il 34,49 per cento, con un aumento superiore ai due punti rispetto a un mese fa. Per Cfk, invece, una immagine negativa del 52,58 per cento, ma riuscirebbe comunque a intercettare il 36,73 per cento delle preferenze.


Fondamentale sarebbe il ruolo degli indecisi. Premesso che a un eventuale ballottaggio tra i due Macri la spunterebbe con 42,93 per cento contro il 42,19 della Kirchner, gli indecisi al secondo turno sembrano più orientati verso Macri: 33 per cento contro il 17,8 che andrebbe all’attuale senatrice. Una sorpresa, però, emerge dal sondaggio Cigp: l’ex ministro dell’Economia Roberto Lavagna sarebbe l’unico candidato in grado di battere Macri. Il suo nome in Argentina circola a diverse settimane, ma non c’è stata ancora una vera e propria manifestazione in tal senso.


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Di sicuro, però, ora c’è Juan Manuel Urtubey, un altro nome che sarebbe pronto alle presidenziali del 27 ottobre 2019. Il governatore della provincia di Salta ha sciolto le riserve: “Occorre uscire da questa divisione dell’Argentina tra Macri e Cristina, fonte di crisi per gli argentini. Sarò candidato presidente”. L’intenzione di Urtubey è quella di conquistare quello spazio politico peronista più moderato, stanco del monopolio kirchnerista.

Lo stesso spazio, però, che è nelle mire di Sergio Massa. Se decideranno di lavorare su una piattaforma comune, saranno le primarie a stabilire chi dovrà sfidare Mauricio Macri ed eventualmente anche Cristina Fernández che non si è ancora espressa ufficialmente.

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