Anche l’Argentina di Maurizio Macri non rinuncia a un rapporto di collaborazione con la Russia. Nello specifico – stando alle dichirazioni del ministro della Sicurezza argentina, Patricia Bullrich – Mosca e Buenos Aires avvieranno attività di cooperazione nella lotta contro traffico di droga, criminalità organizzata e terrorismo. “Amplieremo la cooperazione in tutti i settori che sono fonte di preoccupazione per i nostri paesi”, ha detto Bullrich alla stampa russa. Le forze dell’ordine dei due paesi collaboreranno anche al fine di contrastare traffico di esseri umani, attività della mafia russa in Argentina e attività della criminalità organizzata argentina in Russia. Si tratta del seguito e sviluppo ulteriore di attività già realizzate durante gli Mondiali di calcio. “In questo momento ci stiamo preparando per il vertice del G20. L’assistenza che la Russia può fornire è molto importante per noi”, ha aggiunto il ministro. Recentemente il tema del terrorismo internazionale ha varcato anche i confini del subcontinente americano, tradizionalmente considerato fuori dal target delle compagini del terrore.


Patricia Bullrich

Recentemente – nel corso di una conferenza durante la quale ha presentato le sue credenziali diplomatiche al ministro degli Esteri, Jorge Faurie – è stato lo stesso ambasciatore russo, Dmitrij Feoktistov, ad avvertire che diverse organizzazioni terroristiche internazionali potrebbero sfruttare i paesi latinoamericani per raggiungere i loro obiettivi criminali. “Siamo in possesso di informazioni secondo cui diversi gruppi probabilmente ritengono l’America Latina un terreno fertile per i loro obiettivi criminali, per esempio per creare basi di appoggio per combattenti stranieri, per la raccolta di finanziamenti e per attività di reclutamento e propaganda”. Secondo il capo della missione russa, le autorità argentine sono consapevoli delle minacce emergenti e prestano sempre più attenzione al problema.


Dmitrij Feoktistov e Jorge Faurie

Ragioni che hanno portato Mosca, attraverso il suo ambasciatore, a presentare al ministro degli Esteri argentino un progetto di accordo intergovernativo sulla cooperazione nella lotta contro il terrorismo, preparato dalla Russia. Al momento sono in corso trattative tra i funzionari dei due governi, che discuteranno altresì di un progetto di accordo di cooperazione sulla cybersicurezza.


Il rapporto tra Buenos Aires e Mosca non è una novità e, soprattutto in campo commerciale ed energetico, è stata una delle costanti della politica estera dei governi precedenti. Il quadrante latinoamericano è, del resto, una delle ambizioni del Cremlino. Gli investimenti pubblici e privati russi non sono al livello di quelli cinesi ma la presenza russa nel cortile di casa del ‘nemico’ americano – anche in termini di soft power – è aumentata nel corso degli ultimi vent’anni, approfittando della ventata riformista che ha interessato l’intero subcontinente. Ma anche con la fine di questa parentesi ideologica non ha comportato l’uscita di scena della Russia di Putin. Né gli attuali governi sudamericani di centrodestra, quello argentino incluso, intendono rinunciare a un rapporto collaborativo con uno dei protagonisti dell’attuale sistema multipolare.