Si è formalmente insediato il 1 gennaio Jair Bolsonaro, che entra ufficialmente in carica insieme al vicepresidente generale, Hamilton Mourao, dopo la netta vittoria al ballottaggio dello scorso 28 ottobre 2018. “Cambieremo il destino del Brasile”, ha sottolineato Bolsonaro, che nel suo discorso di insediamento di fronte al Congresso ha ribadito gli impegni che gli hanno fatto vincere la campagna elettorale: il rilancio economico del paese e la fine dell’assistenzialismo, la reale inclusione dei più poveri, la lotta alla corruzione e alla criminalità, il rafforzamento della democrazia, la riaffermazione dei valori della famiglia tradizionale e del ruolo della religione nella società.

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La sua squadra è composta quasi per metà di militari e da seguaci del neo liberismo economico, mentre spicca come ministro della Giustizia il giudice protagonista della inchiesta anticorruzione ‘Lava Jato’ che ha portato alla incriminazione di due presidenti della Repubblica (Rousseff e l’uscente Temer), decine di ministri e parlamentari.


Il corteo presidenziale ha preso il via dalla Cattedrale Metropolitana della capitale, da dove il presidente eletto ha sfilato sulla Rolls Royce presidenziale fino al Congresso Nazionale, di fronte al quale ha giurato insieme al vicepresidente e dove ha tenuto il suo discorso di insediamento. Alla cerimonia hanno preso parte i primi ministri di Israele, Netanyiahu, e di Ungheria, Orban. Donald Trump, impossibilitato a partecipare, è stato rappresentato dal suo braccio destro, il segretario di Stato Mike Pompeo. Per l’Italia era presente il ministro dell’Agricoltura, Gian Marco Centinaio, in rappresentanza del governo.


Il mandatario ha tenuto un secondo discorso ufficiale nel palazzo presidenziale di Planalto, nel quale è entrato nel merito della situazione politica interna e della agenda di governo per i primi cento giorni. Successivamente ha raggiunto il palazzo di Itamaraty per il ricevimento con autorità ed ospiti, al quale ha preso parte anche il ministro degli Esteri argentino Jorge Faurie (nella foto col presidente e la moglie). Il cancelliere, incontrando i media, ha ostentato serenità e fiducia verso la nuova Amministrazione: “L’importante è lavorare insieme”.

Tuttavia, oltre ai rappresentanti di Cuba, Venezuela e Nicaragua, brillava la sedia vuota di Mauricio Macri, una assenza che il suo ministro degli Esteri ha cercato di riequilibrare annunciando che il Capo dello Stato argentino sarà in visita a Brasilia il prossimo 16 gennaio. Non è un mistero negli ambienti diplomatici che la posizione ostile di Bolsonaro sul Mercosur sia motivo di preoccupazione per l’inquilino della Casa Rosada, il quale sarebbe anche irritato dal fatto che il neo presidente abbia annunciato come suo primo viaggio all’estero una visita in Cile anziché, come da tradizione, a Buenos Aires.

Indubbiamente, l’entrata in scena di un simile protagonista alla guida della più importante potenza economica latinoamericana e il suo rapporto di maggiore affinità ideologica con Donald Trump sono fattori che rendono inquieto il Capo dello Stato argentino, ormai impegnato pienamente nella campagna elettorale per la rielezione.

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