Il Fondo monetario internazionale ha annunciato di riaprire il proprio ufficio in Argentina, sei anni dopo la sua chiusura. La decisione è arrivata pochi giorni dopo che Buenos Aires ha raggiunto un accordo con l’organizzazione di Washington sull’offerta di moneta, i tassi di interesse e un quadro dei tassi di cambio. Con l’impgno del governo su queste misure, il Fondo ha accettato di accelerare il pagamento del prestito di 50 miliardi di dollari concesso in giugno alla terza maggiore economia dell’America Latina, alle prese, come noto, con un’ulteriore, durissima crisi economica.

Il rappresentante del Fmi a Buenos Aires sarà l’economista Trevor Alleyne, dal 1992 fra i supervisori del Fmi, che ha già guidato i monitoraggi dell’Istituto in Nigeria, Zambia, Giamaica, Perù, Venezuela ed Ecuador. Un funzionario di notevole esperienza, dunque, chiamato a gestire una situazione che si prospetta essere fra le più delicate degli ultimi anni.

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Trevor Alleyne

Una simile decisione delinea la chiara intenzione, da parte dell’istituzione di Washington, di un proprio maggior coinvolgimento nella programmazione e nell’attuazione della politica economica argentina, non solo nell’ottica di un monitoraggio costante. In tal senso, è fin troppo facile prevedere pressioni sul governo di Buenos Aires, al fine di ottenere riforme di risanamento (verosimilmente, restrittive) la cui strutturalità verrà determinata, a questo punto, in una sede non soltanto economica e politica, ma anche diplomatica.

Mauricio Macri e Christine Lagarde, direttrice Fmi

È difficile allo stato attuale prevedere quali ne saranno gli esiti. “L’affiancamento” del Fondo a economie in difficoltà ha non di rado sortito effetti più che positivi, a patto però di essere accompagnato da tutta una serie di fattori, tutt’altro che scontati, perlomeno nel caso argentino. Fra tutte, la stabilità valutaria e finanziaria di Buenos Aires pare attualmente tutt’altro che ideale per rafforzare la fiducia, e creare un ambiente favorevole per la crescita e per nuovi investimenti.

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