Tra soia e cinema: Cina e Argentina al massimo dei rapporti bilaterali


Da quando, nel 1972, Cina e Argentina hanno intrapreso le relazioni nella loro pienezza, la fase attuale è quella che registra il massimo del ‘traffico’ bilaterale, in modo particolare sul piano economico. Il sempre più crescente interesse di Pechino per la regione latinoamericana ha portato all’ampliamento dei settori di collaborazione, anche stimolati da un rinnovato slancio globalista di Buenos Aires.

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La Cina è al momento il principale acquirente di fagioli e olio di soia, ai quali si sono recentemente aggiunti uva, mirtilli, miele e carne prodotti in Argentina. Il paese asiatico si è trasformato nel primo mercato di esportazione di prodotti agricoli, fatturando, nel primo semestre del 2019, 1,5 miliardi di dollari.

Una menzione a parte merita l’export della carne. Per la prima volta, e con quantitativi che andranno aumentando, l’Argentina ha venduto carne suina alla Cina. Buenos Aires è, altresì, il primo fornitore di carne bovina e di prodotti ittici, mentre l’85 per cento della soia della soia che arriva nella Repubblica Popolare arriva dai campi del paese sudamericano.

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Come riepilogato al portale Ámbito Internacional dai vertici del ministero dell’Agroindustria, nelle prossime settimane una delegazione cinese visiterà gli impianti di produzione di farina di soia in Argentina, atto propedeutico all’esportazione del prodotto verso il principale consumatore mondiale.

La collaborazione bilaterale, forte dei nuovi accordi sottoscritti in occasione del G20 di Buenos Aires di presidenti Mauricio Macri e Xi Jinping, si estende anche al settore cinematografico e vede i due paesi impegnati nella produzione, tra gli altri, di contenuti culturali, per bambini, sportivi, gastronomici, turistici.

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