La comunità ebraica argentina di nuovo nel mirino del terrorismo? L’alert è arrivato dall’ambasciata argentina a Londra e parla di un probabile ingresso nel paese di materiali per la fabbricazione di esplosivi. Obiettivo sarebbero luoghi o interessi della comunità, la più grande in America Latina e tra le sette più numerose al mondo.

comunità ebraica argentina allarme sospetti attentato triplice frontiera

La missione diplomatica albiceleste nel Regno Unito avrebbe ricevuto, lo scorso venerdì 13 novembre, una comunicazione in forma anonima che riporterebbe diversi dettagli. Secondo indiscrezioni, si tratterebbe di un messaggio arrivato attraverso i servizi di messaggistica dei social network allertando su tentativi di ingresso in Argentina di nitrato di ammonio.


La via sarebbe quella della Triplice frontiera, l’area di confine tra Argentina, Paraguay e Brasile da decenni ‘attenzionata’ dai servizi di intelligence di tutto il mondo essendo considerata una sorta di ‘zona franca’ per ogni tipo di traffico illecito, con altamente probabile presenza di referenti del terrorismo mediorientale. È la stessa comunicazione anonima a indicare la comunità ebraica d’Argentina come possibile obiettivo.


I materiali in questione, utili alla fabbricazione di esplosivi, sarebbero entrati in Argentina trasportati da soggetti provenienti dal Paraguay. Si tratterebbe di un uomo, di cui sarebbe noto l’alias, che si sarebbe mosso dalla città paraguaiana di Encarnación verso Posadas, capoluogo della provincia nororientale argentina di Misiones.

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La sede dell’Amia, Buenos Aires

Secondo indiscrezioni raccolte dal quotidiano argentino Ámbito Financiero, il ministero degli Esteri argentino ha informato il ministero della Sicurezza che, a sua volta, ha allertato i reparti specifici della polizia federale.

La procedura di allarme e prevenzione, dunque, sarebbe già stata attivata, coinvolgendo gli uffici del settore immigrazione, al fine di accertare l’eventuale ingresso già avvenuto e l’identificazione del sospetto. Secondo il portale DataClave si tratterebbe di Hassan Zeineddine, di origine libanese.

Dei fatti sarebbe già informata la Daia, ente di vertice della comunità ebraica argentina, la quale assicura che tutti gli edifici sono già sotto custodia.

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L’attentato all’ambasciata d’Israele, 1992

L’allarme riporta alla mente gli attentati subiti dalla comunità ebraica nel paese sudamericano. Erano le 9.53 del 18 luglio 1994 quando una esplosione distrusse la sede della Asociación Mutual Israelita Argentina (Amia) nel quartiere Once di Buenos Aires. Con 85 morti, oltre trecento feriti è stato il più grave attentato terroristico della storia del paese. Due anni prima, il 17 marzo del 1992, un attacco all’ambasciata israeliana a Buenos Aires aveva provocato 29 vittime e 242 feriti.

L’allarme della comunità ebraica argentina: in un anno raddoppiati gli atti di antisemitismo

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