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Cristina Fernández de Kirchner, nuovo rinvio a giudizio. “Detenzione illecita di documenti dello Stato”

Il giudice Claudio Bonadio – lo stesso titolare del processo per i cosiddetti quaderni della corruzione – ha rinviato a giudizio Cristina Fernández de Kirchner dopo il ritrovamento di documenti storici, di proprietà dello Stato, durante la perquisizione di un suo domicilio a El Calafate, provincia di Santa Cruz.

L’accusa formulata da Bonadio è di “occultamento, distruzione o esportazione di documenti storici”, per acquisizione e possesso illegale di documenti storici originali, tra i quali una lettera del generale José de San Martin (1778/1850) e documenti sull’ex presidente Hipolito Yrigoyen (1852/1933). Il reato prevede pene da sei mesi a tre anni.

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“Non è possibile accettare che la d.ssa Cristina Fernández de Kirchner, avvocato, ex deputata, senatrice e ex presidente della Nazione per due mandati, non sapesse di avere in suo possesso materiale di trascendentale rilevanza storica che, come tali, costituiscono patrimonio culturale dell’Argentina”, si legge nell’atto del giudice.

Come confermato dall’Archivio generale della Nazione, quei documenti erano stati sottratti illecitamente tempo prima. Il possesso da parte dell’ex presidente indica la loro provenienza da canali illeciti. E, dunque, alla stessa è addebitata la circostanza di avere occultato quel materiale.

“Soggetti non noti hanno sotratto quel materiale e l’accusata li ha accettati, mantenendoli nella propria disponibilità fino al ritrovamento da parte della polizia”, aggiunge Bonadio.