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Dittatura, gli Usa consegnano all’Argentina atti declassificati di intelligence e sicurezza

Il governo degli Stati Uniti ha consegnato nuovi documenti declassificati sulla dittatura civico-militare argentina. È la quarta consegna di atti sugli abusi commessi nel periodo 1976/1983. Per Washington costituisce la più grande ‘concessione’ di atti declassificati che viene effettuata a vantaggio di un altro paese, anche per volume e contenuto degli archivi, prodotti da dodici agenzie statali nordamericane.

La richiesta di questa documentazione era stata inoltrata dagli organismi per i diritti umani argentini direttamente a Barack Obama in occasione della sua visita in Argentina coincisa con l’anniversario del 24 marzo del 2016, a trent’anni esatti dall’inizio dell’ultima dittatura.

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A prendere possesso del materiale Usa è stato il ministro argentino della Giustizia e dei Diritti umani, Germán Garavano. Si tratta di circa seimila documenti, compresi 2.100 del dipartimento di Stato, per un totale di cinquantamila pagine. La consegna è costituita principalmente da documenti prodotti dalle agenzie di intelligence e della sicurezza.

In occasione della consegna, con una lettera indirizzata a Mauricio Macri, Donald Trump manifesta la sua speranza affinché l’accesso alla documentazione possa contribuire a sanare le ferite nel popolo argentino. Sono ancora numerosi, difatti, i quesiti senza risposte certe su complicità, metodi, oltre e soprattutto alla sorte delle migliaia di desaparecidos.

Dal canto suo, il presidente Macri ritiene che gli atti ricevuti “saranno fondamentali affinché la giustizia possa avanzare nelle inchieste ancora in corso su una delle epoche più oscure della storia argentina”.

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