roberto lavagna urtubey elezioni argentina 2019

Elezioni Argentina, è Roberto Lavagna il terzo candidato alla presidenza


Era nell’aria la candidatura di Roberto Lavagna alla presidenza dell’Argentina, ed è arrivata l’ufficialità a poche ore dalla scandenza dei termini per la presentazione delle coalizioni. Ad accompagnarlo, come candidato vicepresidente, Juan Manuel Urtubey, presidente della provincia di Salta. Insieme formeranno la nuova piattaforma politica Consenso Federal 2030.

Urtubey era uno dei nomi che erano circolati tra i vari possibili candidati in tandem con Mauricio Macri, per molti una figura perfetta per la giovane età e per essere in linea col presidente in tema di libero mercato e apertura dell’Argentina allo scenario globale. Poi Macri ha scelto Miguel Pichetto, ugualmente espressione del peronismo moderato.

roberto lavagna urtubey elezioni argentina 2019


“La creazione di una terza via è una realtà”, segnalano dell’entourage di Lavagna e questa sarà anche la sfida del nuovo laboratorio politico: trasformarsi in un terzo modello di governo in uno scenario di estrema polarizzazione. Tra l’economista ex ministro e Urtubey il dialogo non si è mai sopito nelle ultime settimane e, tra i vari scenari, non era escluso che fosse il 49enne salteño il candidato alla presidenza.

“La maggioranza degli argentini ha bisogno e reclama uno spazio elettorale che rompa lo schema bipolare e permetta di intraprendere il cammino della crescita, della equità sociale e dell’unione al fine di uscire dalla tremenda crisi che soffoca la nostra industria, le Pmi e soprattutto il popolo”, spiegano nel comunicato ufficiale. “Consenso Federal 2030 intende fare in modo che il paese si lasci alle spalle la divisione che ha causato tanti danni”.

roberto lavagna urtubey elezioni argentina 2019


Per il 77enne Roberto Lavagna non è la prima esperienza alle elezioni presidenziali. Nel 2007 era riuscito, col 16,89 per cento dei voti, a raggiungere il terzo posto. Nel 2015, invece, come eventuale ministro dell’Economia, aderì al Frente renovador che sosteneva Sergio Massa, anch’egli arrivato terzo alle spalle di Macri e Daniel Scioli.