Scontata vittoria del Partido socialista unido de Venezuela alle elezioni parlamentari. Il partito del presidente Nicolás Maduro si è imposto con il 67 per cento dei voti, ma in un contesto di ampia condanna della comunità internazionale. Il paese caraibico registra, del resto, una astensione record, avendo partecipato al volo solo il 30 per cento circa degli aventi diritto. Tra i paesi che non riconoscono il risultato elettorale delle elezioni in Venezuela (compresi Stati Uniti, Unione europea) non c’è l’Argentina.

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La stampa argentina ha messo in risalto il silenzio del presidente, Alberto Fernández, sulle elezioni in Venezuela e su questa linea è la scelta all’interno dell’Organizzazione degli stati americani (Osa).


Il rappresentante di Buenos Aires presso l’organizzazione, Carlos Raimundi, si è astenuto nella votazione di una risoluzione che ha ufficialmente condannato le modalità di voto e il risultato delle parlamentari venezuelane. Nel documento si parla espressamente di “frode” e “elezioni non libere” e ha ottenuto il voto favorevole di 21 paesi contro cinque astensioni e lo scontato voto contrario di Messico e Bolivia.


Gli occhi dei rappresentanti in seno all’organizzazione erano puntati proprio sul collega argentino vista l’altalenante posizione albiceleste sul tema Venezuela e che non trova unicità nella maggioranza che sostiene l’esecutivo di Fernández. Se, difatti, il kirchnerismo ‘puro’ si manifesta oltranzista sul sostegno all’erede di Hugo Chávez, settori più moderati esigono da Caracas un cambio di passo su diritti umani e libertà politiche.

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Carlos Raimundi, ambasciatore argentino all’Osa

Lo scorso ottobre, l’Argentina si era astenuta su un’altra risoluzione nel consiglio permanente dell’Osa che chiedeva al Venezuela condizioni essenziali di libertà, imparzialità e trasparenza, garantendo la partecipazione alle elezioni di tutti gli attori politici, oltre che garanzie sulla libertà fisica e politica degli oppositori.

Ma la risoluzione approvata dall’Osa descrive una situazione diametralmente opposta condannando la circostanza che le elezioni del 6 dicembre “non hanno visto la partecipazione di tutti gli attori politici, non c’è stata la liberazione dei prigionieri politici né indipendenza delle autorità elettorali”.

Diritti umani in Venezuela, all’Onu anche l’Argentina contro Nicolás Maduro

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