Dall’elezione di Maurizio Macri alla presidenza è stato chiaro che il suo governo non avrebbe avuto un rapporto facile con il pontefice argentino. Bergoglio, con non poca approssimazione, è considerato politicamente peronista e, dunque, in linea di principio sarebbe ostile alle idee di governo del presidente italo-argentino. Poi arrivarono le ‘prove fotografiche’: in Vaticano, papa Francesco sorrideva con Cristina Fernández, mentre con Macri e consorte aveva un’espressione neutra. Accigliato. Infine, le tesi più ‘estreme’ vedrebbero proprio nella presenza di Macri alla Casa Rosada il vero motivo della ‘latitanza’ del Santo padre nella sua terra natale. Da allora, però, il governo non ha mai smesso di sperare nella costruzione di una relazione distesa. Il pontefice, a ben vedere, ne riceve di argentini nelle stanze vaticane e proprio in questo senso è il quotidiano Clarín a dare – appena confermata, diversi giorni dopo – evidenza di un incontro particolare presso la Santa sede.



Il 1 giugno il ministro argentino del Lavoro, Jorge Triaca, ha avuto un incontro “di carattere personale”, dunque non ufficiale, con Francesco. Triaca con lui vanta una relazione di amicizia. Era di passaggio a Roma destinazione Svizzera per una riunione presso l’Organizzazione internazionale del lavoro. Scrive il quotidiano argentino che Triaca e Bergoglio hanno discusso di temi riservati, sempre nella cornice della loro amicizia. Tuttavia, si apprende, anche dei principali temi relativi alla congiuntura politica nazionale. Il papa avrebbe chiesto informazioni sulle dinamiche parlamentari in vista della discussione del progetto di legge che depenalizza l’aborto. Triaca lo avrebbe rassicurato sull’impegno del blocco parlamentare macrista per evitarne l’approvazione pur confermando che la distanza tra i sì e i no era poca cosa, come del resto è andata alla Camera dei deputati. C’è comunque da sottolineare che, come dichiarato ufficialmente, né la presidenza né il pontefice hanno tentato di influenzare il voto.


María Eugenia Vidal

Poi le stesse colonne del Clarín parlano di un altro incontro in Vaticano. Il 7 giugno lo hanno raggiunto altri pezzi da novanta del macrismo: la presidente della provincia di Buenos Aires, María Eugenia Vidal, accompagnata dal suo capo gabinetto Federico Salvai e Carolina Stanley che della stessa provincia è ministro con delega al sociale e, secondo i beninformati, con il pontefice argentino ha un rapporto di affetto reciproco. In veste ufficiale o meno, la diplomazia macrista è al lavoro per superare le difficoltà tra la Casa Rosada e Santa Marta.