C’è anche l’ex presidente Mauricio Macri tra gli indagati per spionaggio. Il nome dell’ex presidente figura, tra gli altri, per presunte attività fuori da copertura legale ai danni di politici, sindacalisti e giornalisti realizzate dall’Afi, l’Agencia federal de inteligencia, i servizi di intelligence dello Stato, negli anni in cui Macri è stato alla guida dell’Argentina. Nelle indagini, coordinate dal giudice federale Jorge Di Lello, Macri rientra, stando alla tesi del magistrato, “perché responsabile dei lineamenti strategici e degli obiettivi generali dell’intelligence statale”.

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Jorge Di Lello

L’inchiesta ha preso il via dalla denuncia dell’attuale capo dell’agenzia, Cristina Caamaño, nominata dall’attuale presidente Alberto Fernández. Il magistrato titolare delle indagini, segnala l’agenzia di stampa argentina Télam, ha chiesto di approfondire ulteriormente la raccolta di prove prima di deliberare se citare a rendere dichiarazioni l’ex presidente e il resto degli imputati, tra i quali anche l’ex numero uno dell’Afi, Gustavo Arribas, e la sua vice, Silvina Majdalani.


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Il caso sconfina inevitabilmente nel dibattito politico, essendo sempre molto marcata la spaccatura tra maggioranza e opposizione, al di là di chi sia titolare dell’azione di governo. Dalle fila del Macrismo, difatti, parlano espressamente di “vendetta politica”. L’ipotesi di reato è quella di “spionaggio illegale” verso politici, giornalisti, dirigenti e uomini delle forze di polizia, includendo esponenti della precedente opposizione, oggi al governo.


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