L’ex presidente argentino, Mauricio Macri, è stato nominato presidente esecutivo della Fondazione Fifa. L’incarico, tuttavia, non prevede compenso economico e sarà da lui svolto a partire dal mese di febbraio. La Fondazione Fifa, istituita nel 2018 e con sede a Zurigo, è per statuto indipendente.

Sotto la supervisione del comitato esecutivo presieduto da Gianni Infantino, ha il fine di promuovere un cambio sociale positivo nel mondo del calcio nonché di “riconvertire e ricostruire” le infrastrutture sportive danneggiate o distrutte nei vari continenti.

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Gianni Infantino e Mauricio Macri

Mauricio Macri prende il posto dell’ex calciatore francese Youri Djorkaeff. La principale attività della Fondazione Fifa è il programma Football for Schools al quale la Federazione mondiale del calcio ha assegnato un budget di un miliardo di dollari da investire in programmi educativi in tutto il mondo.


Nel 2018, la Fondazione Fifa ha ricevuto 152 richieste di finanziamento da parte di Ong, con un successivo impegno in 112 progetti in 63 diversi paesi. Progetti che rientrano negli Obiettivi per lo Sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite.

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Youri Djorkaeff

Stando ai retroscena descritti dalla stampa, alla base della nomina ci sarebbero gli ottimi rapporti tra Macri e il presidente Fifa, Gianni Infantino. La Fifa, peraltro, era tra gli invitati al G20 di Buenos Aires di fine 2018.

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La nomina di Mauricio Macri, tuttavia, ha suscitato non poco rumore in Argentina. Le critiche sono arrivate in modo particolare dalle principali società di calcio argentine, Boca Juniors, River Plate e San Lorenzo tra tutte. Le voci contrarie argomentano sul fatto che l’incarico permetterà all’ex presidente di prendere parte alle dinamiche politiche del paese. La nomina è stata definita “inappropriata” anche dall’Afa, la federazione calcio argentina. Il commento più duro è arrivato da Rodolfo D’Onofrio, presidente dei Millonarios, che considera Macri inadatto a quel ruolo “dopo aver lasciato il paese indebitato, la povertà aumentata del 50 per cento”.

Non la pensa così Infantino secondo il quale “l’esperienza accumulata da Macri come presidente argentino lo rende consapevole del ruolo centrale dell’istruzione nel futuro delle società”. Inoltre, come ex presidente “di uno dei club di maggiore successo conosce la forza e la passione unica che genera il calcio”. Tutto ciò “gli permetterà di intensificare le attività della nostra fondazione ampliando il suo raggio d’azione per lo sviluppo sociale nel mondo”.

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