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Cade la testa del ministro argentino delle Finanze, uomo chiave nell’accordo con il Fmi


È la prima grande conseguenza della sconfitta del governo alle elezioni primarie dell’11 agosto. Un voto segnato dalle difficoltà economiche che ha portato alle dimissioni del ministro delle Finanze, Nicolás Dujovne. Del gabinetto di Mauricio Macri era la figura chiave, avendo gestito personalmente i negoziati tra Argentina e Fondo monetario internazionale per il maxi prestito da oltre 56 miliardi di dollari.

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“L’economia è stato l’argomento più cavalcato dall’opposizione in queste elezioni e ritengo indipensabile dare impulso a un cambio in quest’area”, ha scritto Dujovne ai colleghi di governo annunciando le dimissioni nel tardo pomeriggio di sabato 17 agosto.

Una decisione che arriva subito dopo l’annuncio da parte dell’esecutivo dell’Argentina di misure dirette a proteggere i cittadini dalla grande svalutazione del peso argentino. Il governo Macri sta così tentando di recuperare il terreno perso in occasione del voto e un cambio ai vertici del ministero economico va in questa direzione.

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Hernán acuna con María Eugenia Vidal


Al posto di Dujovne arriva il 49enne Jorge Roberto Hernán Lacunza, finora stretto collaboratore di María Eugenia Vidal nelle vesti di ministro dell’Economia della provincia di Buenos Aires e molto vicino a Macri. Accetta un compito non facile, quello di di portare avanti il piano di emergenza che il governo ha disposto per fare fronte alla crisi finanziaria nata con la vittoria delle opposizioni alle primarie presidenziali.

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