Né Macri né Cristina, sondaggi: chi sono gli unici due politici argentini ad avere una immagine positiva

Se è vero che la politica argentina soffre, secondo diversi analisti e rappresentanti del mondo politico-economico, di eccessiva polarizzazione tra macristi e kirchneristi, è vero anche che qualcosa sembra muoversi verso una sorta di tripolarismo. Appaiono al momento remote le possibilità di una intesa tra il gruppo politico della ex presidente e il peronismo moderato. E proprio questo contenitore politico potrebbe riservare sorprese. Una sembra già emergere da un recente sondaggio.

È quello realizzato da Marketing & Estadística tra il 27 febbraio e il 6 marzo, i cui risultati sono appena stati descritti. Di diciassette esponenti della politica argentina solo in due raccolgono presso l’opinione pubblica più approvazione che critiche. Uno è espressione dell’opposizione, l’altro è un esponente di spicco dell’attuale esecutivo.

Nel caso di Mauricio Macri i numeri sono negativi: ha una immagine positiva per il 28 per cento mentre i critici verso la sua gestione arrivano addirittura al 62. È il peso naturale, scontato, di chi governa in momenti difficili: è l’economia che offusca la sua figura. A essere paradossalmente avvantaggiata dal non essere al comando del paese è Cristina Fernández de Kirchner. Anche nel suo caso sono più i contrari che i favorevoli ma con margini diversi: il 47 per cento è contro, il 43 è a favore.

Poi c’è il caso di María Eugenia Vidal, ‘misurata’ perché il governatore della provincia di Buenos Aires è sempre una delle figure più influenti, considerando il carico demografico ed economico di quella ripartizione territoriale. La ‘gobernadora’ ha un saldo negativo: il 51 per cento non promuove la sua gestione, contro il 35 di chi risponde di sì.

Tra i componenti del governo Macri, chi più e chi meno, tutti hanno saldo negativo. La responsabile della Sicurezza, Patricia Bullrich, molto attiva e probabile vice nella seconda campagna presidenziale di Macri, è la figura che presenta la percentuale più alta di gradimento (33 per cento), tuttavia insufficiente per evitare un ‘giudizio finale’ a -20. Guillermo Dietrich, Trasporti: -12. Carolina Stanley, Salute e Sociale: -17. Non va meglio alla vicepresidente, Gabriela Michetti: 57 per cento non approva, 21 approva.

Rogelio Frigerio
Rogelio Frigerio


Non si brinda neanche nelle stanze dell’opposizione. A cominciare da Sergio Massa, tra i principali ispiratori dell’alternativa, quattro anni fa candidato alle presidenziali arrivato terzo: il 61 per cento lo boccia e solo il 12 gli attribuisce immagine positiva. Sul filo la posizione di Alex Kicillof, ex ministro esconomico di Cristina Fernández e probabile candidato a successore di Vidal: 45 no contro 36 sì.

Roberto Lavagna


Uno dei ‘graziati’ dagli intervistati è proprio un nome che rappresenta quell’alternativa al dualismo Macri-Cristina: Roberto Lavagna. L’ex ambasciatore e ministro è un possibile candidato desideroso di superare la ‘grieta’, la divisione esasperata tra le due parti principali della politica argentina. L’economista gode del 34 per cento di favore e 24 di non approvazione. L’altro è Rogelio Frigerio, ministro dell’Interno del governo Macri: il 31 per cento avalla il suo operato e solo il 30 la pensa diversamente.