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“Noi non diamo tempo a Maduro”. Venezuela, perché l’Argentina non era nel gruppo di contatto


L’Argentina, pur invitata, non ha preso parte al gruppo di contatto riunito a Montevideo per elaborare una proposta di soluzione della crisi venezuelana. L’idea dei promotori – Uruguay e Messico – è di trovare una sintesi per un epilogo negoziato con le due parti in causa.

Un’idea incompatibile con la posizione del governo di Mauricio Macri che, già il 23 gennaio scorso, ha riconosciuto la presidenza ad interim di Juan Guaidó e accolto alla Casa Rosada la rappresentante diplomatica di Caracas in Argentina nominata dallo stesso Guaidó.

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La linea di Buenos Aires è quella del Gruppo di Rio, di netta chiusura a Nicolás Maduro e contrapposta all’approccio ‘morbido’ di Messico e Uruguay che non figurano tra quei paesi che hanno manifestato consenso al giovane presidente del parlamento venezuelano.

“Pur riconoscendo il valore del dialogo, siamo scettici rispetto a questa opportunità considerando i precedenti fallimenti. Maduro non ha mai assunto comportamenti costruttivi e tutti i tentativi vengono strumentalizzati per dilatare i tempi e restare al potere. È un modo per dare ossigeno a Maduro”, segnalano fonti diplomatiche argentini alla stampa.



Il governo argentino continua dunque a privilegiare la linea degli Stati Uniti, di una apertura di canali umanitari, finora impediti dal regime venezualano. A tal fine l’esecutivo ha inviato alla frontiera tra Colombia e Venezuela i cosiddetti Cascos Blancos, caschi bianchi, alle dipendenze del ministero degli Esteri con fini umanitari internazionali.