Il capo dello Stato argentino ha annunciato ufficialmente che chiederà alla Corte penale internazionale (Cpi) l’apertura di un dossier formale sul caso Venezuela e in particolare sugli atti compiuti dalla leadership del paese. Come anticipato a luglio da Gaucho News, il presidente Macri ha confermato in una intervista alla emittente americana Cnn (qui il video del suo intervento) di avere preso tale iniziativa (congiuntamente a Brasile, Perù, Ecuador e Canada) a causa della “grave preoccupazione” per la situazione che il paese caraibico sta attraversando. Nelle ultime ore, peraltro, le autorità peruviane stanno operando per accogliere e assistere un massiccio flusso di rifugiati venezuelani, che aumenta di ora in ora, a conferma delle preoccupazioni di numerosi governi circa la stabilità dell’area. L’appello del mandatario argentino è infatti soltanto l’ultimo in ordine di tempo rivolto alla alta corte dell’Aia.


Il segretario generale dell’Organizzazione degli Stati americani (Osa), Luis Almagro, ha appoggiato la posizione argentina e ha commentato che “nulla potrà risolvere individualmente” la crisi e che ciò porta “ad affrontare il problema in maniera multilaterale e collettiva per cercare la migliore soluzione possibile”. “Dobbiamo essere concentrati e coscienti che questo è il più grave problema cui dobbiamo fare fronte in questo emisfero”, ha aggiunto. Nelle scorse settimane l’Osa ha reso noto un proprio rapporto, redatto da un team di esperti internazionali indipendenti, nel quale è contenuta una serie di accuse circostanziate contro esponenti istituzionali, politici e militari del regime guidato da Nicolás Maduro. Il rapporto è stato formalmente trasmesso alla Corte dell’Aia.

Analoga iniziativa è stata assunta dalla procuratrice del Supremo tribunale di giustizia in esilio, Luisa Ortega Díaz, che ha trasmesso un proprio report che documenta con prove 1.693 casi di violazioni commesse dal regime di Caracas contro i propri cittadini e in special modo contro gli esponenti della opposizione (compresi i parlamentari, a dispetto della immunità prevista dalla Costituzione). Secondo il magistrato, il dossier documenta violazioni configurabili come crimini contro l’umanità e che vede come “principali responsabili governativi” il presidente Maduro e cinque generali di primo piano delle forze armate venezuelane.