L’ex arcivescovo di Salta, Gustavo Zanchetta, indagato dalla giustizia argentina per presunti abusi ai danni di due seminaristi nella stessa città, si trova in Vaticano. A confermarlo alla stampa argentina è il sacerdote spagnolo Javier Belda Iniesta, che si è presentato come rappresentante legale e portavoce del prelato sul quale pende un mandato di cattura internazionale spiccato nel paese sudamericano.

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Zanchetta sarebbe alloggiato presso la residenza Santa Marta e si è detto “a disposizione della giustizia”. “Lui ha sempre collaborato con la giustizia e lo continuerà a fare, senza alcun dubbio”, ha affermato Belda Iniesta, che ha smentito che il suo rappresentato sia latitante.

Secondo la difesa del presule, se il magistrato titolare dell’inchiesta, María Soledad Filtrín, sosteneva che Zanchetta non aveva risposto a chiamate telefoniche e mail, ciò è accaduto perché nelle notifiche non era specificata la necessità di una risposta.

Inoltre, citato dal quotidiano Avvenire, aggiunge, “non è ammissibile qualificare la condotta processuale di mons. Zanchetta come un rifiuto a presentarsi in giudizio: quest’ultimo, infatti, ha sempre collaborato con la giustizia, tanto è vero che lo stesso giudice argentino, nella sua decisione del 23 agosto di quest’anno, ha accolto la richiesta della difesa di revocare le misure cautelari a lui imposte previamente”.

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Lo stesso – definendolo “vittima di un montaggio messo in piedi da tre sacerdoti” – ha informato che Zanchetta osserverà la citazione del tribunale di Salta fissata per il 27 novembre.

Gustavo Zanchetta è descritto come vicino a papa Francesco. Lo stesso Bergoglio lo ha designato nel dicembre del 2017 a un incarico nell’amministrazione del patrimonio della sede apostolica dopo le prime accuse neisuoi confronti. Ma il pontefice ha poi autorizzato a maggio di quest’anno l’apertura nei suoi confronti di un giudizio canonico.

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