comunitù musulmana argentina buenos aires

Tra moschee, scuole, radio e associazioni: la grande comunità musulmana di Buenos Aires


In Italia il dibattito politico, attualmente, è impostato spesso sul tema dell’immigrazione, in un Paese che ha però un passato molto importante di emigrazione. Una terra nella quale molti italiani emigrarono fu il Sudamerica, e in particolare l’Argentina. Lì le elezioni presidenziali si sono tenute lo scorso 27 ottobre, ma i partiti di governo e di opposizione si scontrano prevalentemente sui temi della politica economica, mentre l’immigrazione non è (ancora) un tema imprescindibile del confronto politico.

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L’immigrazione italiana non fu comunque l’unica nella terra bagnata dal Rio de la Plata, nel periodo a cavallo del 19esimo e del 20esimo secolo, e un popolo che attraversò l’Atlantico come tanti nostri connazionali fu quello degli arabi levantini. Per arabi del Levante intendiamo la popolazione araba delle attuali Siria, Libano, Territori Palestinesi, Israele, Giordania e in parte Egitto e Turchia. Da lì emigrarono in diversi paesi dell’America Latina sia coloro che vivevano in condizioni di povertà sia chi voleva liberarsi dalla dominazione turca su quei territori facenti parte dell’Impero Ottomano.

Per questa ragione, in Argentina, questi levantini furono in principio considerati turchi, proprio perché si prendeva in considerazione la provenienza da un territorio della Turchia imperiale. Degli arabi levantini d’Argentina, una larga parte era ed è di fede cristiana, soprattutto maronita, ma qui concentreremo l’attenzione sui musulmani, la più grande comunità islamica dell’America Latina con circa 700mila credenti. Nello specifico, particolare attenzione alle comunità musulmane a Buenos Aires. Comunità che si possono suddividere in sciite e sunnite, anche se questa frammentazione, fino a pochi anni fa, in Argentina era poco percepibile.

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Nel quartiere Floresta i musulmani sciiti duodecimani o imamiti, la corrente maggioritaria dello sciismo, originari soprattutto del Libano, si riuniscono oggi nella moschea At-Tauhid. Iniziarono ad arrivare nella capitale argentina nella seconda metà dell’Ottocento, e nel 1937 alcuni libanesi sciiti, che si ritiene fossero imparentati tra loro, fondarono la Asociación Islámica de Beneficencia Al-Hagg Yusif, che svolgeva e svolge ancora attività sociali e religiose per gli appartenenti alla comunità considerata un’unica grande famiglia.

Nei primi decenni di permanenza di questa comunità in Argentina, la religione fu messa però in secondo piano nella vita quotidiana, negli anni in cui si viveva un sogno parallelo a quello statunitense anche nel sud del continente americano. Il ritorno alla pratica della religione musulmana avvenne nei primi anni ’80 del Novecento, anche grazie ai rapporti di amicizia con la neonata Repubblica islamica dell’Iran. La loro moschea fu infatti inaugurata nel 1983, quattro anni dopo la rivoluzione iraniana del 1979.

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Questo cambiamento rivoluzionò anche il modo di vivere la fede di molte donne della comunità, che incominciarono ad indossare il velo, il hijab, fino a allora poco utilizzato. Nel 1985 fondarono un’associazione femminile, ancora oggi attiva, la Umma (Unión de Mujeres Musulmanas Argentinas) , per organizzarsi e avere un ruolo nella comunità religiosa e nella società argentina.

Alcuni membri della comunità, negli ultimi anni, hanno creato un network, AnnurTv, che si occupa di politica internazionale, di politica argentina e della religione musulmana, ma anche di argomenti più leggeri come la cucina araba. È la prima emittente di una comunità musulmana in America Latina, e si sviluppa tra web, tv e radio.

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Gli sciiti argentini si riuniscono anche in un’associazione plurale, quindi non esclusivamente islamica, che è la Asociación Árabe Argentina Islámica, a cui appartiene la scuola dell’Instituto Argentino Árabe Islámico che fu visitata anche dall’allora arcivescovo di Buenos Aires Jorge Mario Bergoglio. Questa scuola è frequentata, proprio perché non settaria, anche da bambini cristiani, cattolici e protestanti.

Un’altra associazione fondata recentemente da appartenenti a questa comunità è Acción Islámica Argentina, un’associazione di volontariato che si occupa di dare assistenza ai più deboli sia all’interno della comunità sia al di fuori di essa, con l’obiettivo di mostrare alla società argentina, in parte islamofoba, quali sono le caratteristiche dei veri musulmani, come la fede negli ideali di solidarietà e giustizia sociale.

Altra comunità sciita presente a Buenos Aires è quella alauita, cioè quella dei discendenti di siriani della zona costiera, a maggioranza alauita, emigrati in Argentina. Sono presenti sia nella capitale sia in provincia di Buenos Aires, più precisamente nel comune di José Ingenieros. Questa componente dello sciismo viene spesso considerata ai ‘margini’ dell’Islam, ma a Buenos Aires gli alauiti sembrerebbero invece vivere in simbiosi con i propri fratelli. Si riuniscono, in città, nell’associazione Unión Alauita de Beneficencia, fondata nel 1936, e, in provincia, nella Asociación Islámica Alauita de Beneficencia, fondata nel 1943.

Entrambe le organizzazioni si occupano della comunità con eventi sociali, culturali e sportivi. Come per gli sciiti, anche nel caso degli alauiti il risveglio della fede musulmana è avvenuto in buona parte grazie all’influenza su questa comunità della rivoluzione iraniana, sostenuta dal governo della terra d’origine degli alauiti, e cioè la Siria dei presidenti della famiglia al-Assad (anch’essi alauiti).


La principale guida della comunità alauita è l’imam Mohsen Gabriel Ali, che è a capo anche della Casa para la Difusión del Islam, fondata nel 1996 in provincia di Buenos Aires, nel comune di Ciudadela. L’obiettivo della Casa è proprio quello di portare il messaggio positivo di riscatto morale e sociale dell’Islam in questo luogo, entrando in contatto con gli abitanti in difficoltà del quartiere. Mohsen Ali è anche conduttore di un programma radiofonico in cui si discute di Islam, Argentina e politica internazionale, chiamato Al Quibla, trasmesso da Radio Armonía di Buenos Aires.

La comunità sunnita, la più numerosa (circa il 60 per cento dei musulmani argentini), anch’essa formata per la maggior parte da levantini ma anche da immigrati più recenti come algerini, senegalesi e pakistani, è rappresentata soprattutto dal Centro Islámico de la República Argentina (Cira), storica e principale organizzazione dei musulmani sunniti argentini, fondata nel 1931. Ha la sua moschea nel quartiere San Cristóbal, inaugurata nel 1985, chiamata Al-Ahmad.

Accanto alla moschea ha sede la Asociación Yabrudense de Beneficencia y Socorros Mutuos, fondata nel 1932 da immigrati di Yabrud, città della Siria centro-meridionale e al confine col Libano, anche in questo caso per contrastare il disagio sociale e per organizzare eventi sportivi e culturali.

Il Cira ha rapporti molto stretti con i governi argentini, tanto con quelli peronisti quanto con quelli di orientamento liberale, ed ha anche in gestione sulla televisione pubblica argentina una trasmissione televisiva, El Cálamo, che si rivolge all’intera società argentina, senza settarismi. Anche Radio Argentina trasmette un programma radiofonico del Cira, Al Risala.

Possiede poi un istituto scolastico, il Colegio Argentino-Árabe “Omar Bin Al Jattab”, che ha al suo interno classi di alunni che vanno dall’asilo alle nostre scuole medie. Organizza corsi di lingua araba attraverso una propria scuola di lingue, Instituto de Cultura e Idiomas Al Ándalus, e corsi di studi religiosi con il proprio Instituto de Estudios Islámicos Abu Bakr Assiddiq.

La moschea Rey Fahd di Buenos Aires
La moschea Rey Fahd di Buenos Aires


Il Cira ha anche la propria federazione giovanile, Juvcira, che organizza ogni anno un evento per i propri giovani, l’Encuentro Juvenil Islamico. Svolge per i musulmani d’Argentina un lavoro importante per quanto riguarda la certificazione Halal, come ente autorizzato dal governo argentino. Il Centro, con la sua moschea, è legato a uno dei principali punti di riferimento dell’Islam sunnita nel mondo, l’università al-Azhar del Cairo.

La più grande moschea sunnita dell’Argentina è quella, nel quartiere di Palermo, del Centro Cultural Islámico Custodio de las Dos Sagradas Mezquitas Rey Fahd, inaugurata nel 1996. Questa imponente moschea, la più grande dell’America Latina, fu costruita attraverso un importante investimento del Regno dell’Arabia Saudita, e al governo del paese musulmano wahhabita è legata in modo stretto.

Anche questo centro islamico, che coordina le attività della moschea, gestisce un programma radiofonico, Descubriendo el Islam, su Radio Palermo, e possiede un istituto scolastico omonimo, il Colegio Rey Fahd.

Se ci sia oggi, anche in Argentina, una divisione tra i musulmani, tra filo-iraniani e filo-sauditi, in questa terra a netta maggioranza cristiana, non è sufficientemente chiaro. Ciò che lo può far pensare è la fondazione, pochi anni fa, della Federación de Entidades Islámicas de la República Argentina, di cui fanno parte le comunità sciite e alauite bonaerensi ma non il Cira né il Rey Fahd.

Sono presenti a Buenos Aires anche una comunità sufita, una comunità Ahmadía (una delle molte minoranze interne al mondo islamico, di origine indiana) e la Fundación de la Amistad Argentino Turca, legata al controverso teologo turco Fethullah Gülen.