Dati diversi e paralleli descrivono la attuale situazione coronavirus in Argentina, alle prese con una pesante seconda ondata cominciata con l’autunno australe. Nelle ultime due settimane, dopo le ultime misure restrittive imposte dal governo, la media dei casi giornalieri di Covid è scesa da 30.589 a 28.832 negli ultimi sette giorni. Effetto, principalmente, della diminuzione del trend di contagi nell’area metropolitana di Buenos Aires (Amba). Ciononostante, è più alta la media dei decessi giornalieri, salita da 516 e 537.

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Al leggero miglioramento della situazione nell’Amba, però, si contrappone una crescita dell’epidemia, in alcuni casi esponenziali, nelle altre province del paese. A cominciare dalla provincia di Córdoba dove, dopo gli ultimi dati, il governatore ha decretato misure più restrittive compresa la chiusura delle scuole.

Anche l’altro indice ‘tradizionale’ traccia lo stesso quadro. Le terapie intensive sono occupate al 78,4 per cento a livello nazionale: è il dato più alto dall’inizio della pandemia. Se, però, nell’area metropolitana di Buenos Aires l’occupazione dei posti di massima cura è al 75,3 per cento, sono tredici le province che superano l’80 per cento. Anzi, in alcuni casi si va oltre il novanta.


In ordine, secondo gli ultimi dati diffusi dal ministero della Salute, si tratta delle province di Santa Fe e Río Negro al 97 per cento, Corrientes al 92, Neuquén al 91 e San Juan al 90 per cento. Seguono le province di Entre Ríos, Formosa e Tucumán con l’87 per cento dei posti di terapia intensiva occupati, Salta con l’86, La Pampa 83, Chaco 82, Mendoza 81, e Córdoba con l’80 per cento.

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