L’Argentina peggiora in termini di protezione dell’ambiente. È ciò che emerge dall’Indice di sostenibilità ambientale che misura e valuta gli efetti delle politiche pubbliche finalizzate a proteggere la salute dell’ambiente e a dare maggiore vitalità all’ecosistema. La valutazione del 2018, realizzata dalla Università di Yale, analizza in 24 parametri le azioni di 180 paesi fissate nell’Obiettivo di sviluppo del millenio elaborato in sede Nazioni unite. In altri termini, l’Indice di sostenibilità ambientale noto a livello internazionale con la sigla Epi, Environmental performance index.

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Il passo indietro in materia di protezione dell’ambiente è evidente. Nel 2008 l’Argentina era al 30esimo posto, nel 2010 al 70esimo, nel 2012 al 50esimo per cadere al 93esimo nel 2014. Un miglioramento si è visto nel 2016 con la 43esima posizione per poi scendere ancora nel 2018 piazzandosi parecchio più giù, al posto numero 74.

A segnare il paese è l’inquinamento atmosferico che la colloca all’80esimo posto nella classifica; sulla protezione della biodiversità è 130esima; 68esima è per quanto riguarda l’esposizione a piombo e metalli pesanti. Particolare evidenza è stata posta sul mare segnalando che le specie marine sono le più minacciate a causa della crescita del settore ittico. La conservazione delle specie marine, secondo il ranking 2018, ottiene il punteggio tra i più bassi del mondo. Come ‘consolazione’, l’Argentina può vantare la quarta posizione al mondo in tema di gestione sostenibile dell’azoto sui terreni destinati a imprese agricole.