Per l’Argentina sarà sempre una ferita aperta. Nel 1810 le Provincias Unidas del Río de La Plata dichiararono l’indipendenza dalla Spagna e la propria sovranità su numerosi ex territori spagnoli. Tra questi, le Malvinas. Il governo di Buenos Aires prese ufficialmente possesso delle isole nel 1820 e, tre anni dopo, nominò Luis María Vernet primo governatore argentino delle Malvinas. Vernet fondò Puerto Luis nell’agosto del 1829.


Tuttavia, il 3 gennaio del 1833, una spedizione della Royal Navy britannica prese possesso delle isole cacciando le forze argentine al comando del generale José María Pinedo. In seguito l’Impero Britannico dichiarò la propria sovranità sull’intero arcipelago, occupando anche le isole Georgia del Sud e le Sandwich Australi.

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Il 2 aprile 1982 le isole furono occupate da una spedizione militare argentina inviata dalla dittatura militare al governo. Il giorno dopo, con la risoluzione 502 del 1982, approvata a maggioranza, l’Onu chiese l’immediato ritiro dell’Argentina dalle isole. La reazione del governo britannico all’invasione fu assai decisa: il primo ministro Margaret Thatcher inviò navi da guerra, sottomarini nucleari, aerei e truppe che ricevettero il supporto logistico degli Stati Uniti.

649 militari argentini e 255 britannici caddero durante le ostilità. Dopo 74 giorni, il 14 luglio del 1982, il conflitto si concluse con la resa argentina. Due anni dopo il conflitto i due governi si incontrarono per discutere il futuro dell’arcipelago con delle trattative a porte chiuse. L’incontro a Berna tra Margaret Thatcher e Raúl Alfonsín, presidente argentino da appena un anno, fu un fallimento e le isole Malvinas restano oggi sotto il controllo britannico.

I successori di Alfonsín (Carlos Menem, Fernando De La Rúa, Eduardo Duhalde, Néstor Kirchner, Cristina Fernández de Kirchner e l’attuale presidente Mauricio Macri) non hanno mai smesso di sostenere, con varia intensità, la causa della sovranità argentina sulle Malvinas.

Malvinas, il primo storico rientro in Argentina di un caduto nella guerra del 1982

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