argentina scoperto animale preistorico scrat era glaciale paleontologia

Scoperto in Argentina animale preistorico simile a Scrat dell’Era glaciale


L’Argentina vanta una nuova scoperta confermandosi, ancora una volta, un paese chiave nel campo della paleontologia mondiale. Un team di riceratori ha rinvenuto, nella provincia occidentale di San Juan, i resti fossili di una sconosciuta specie di animale preistorico che ricorda Scrat, lo scoiattolo dell’Era glaciale al quale è stato attribuito il nome di Pseudotherium argentinus.

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Misura circa 25 centimetri di lunghezza ed è stato ritrovato con uno dei due dinosauri più antichi secondo le conoscenze attuali. Il ritrovamento, in realtà, risale al 2006 ma solo il 23 agosto del 2019, dopo anni di studi e approfondimenti necessari, è arrivata l’ufficialità con la pubblicazione sulla rivista scientifica Plos One.

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Come illustrato da Ricardo Martínez, ricercatore del Museo di scienze naturali dell’università argentina di San Juan, questa nuova specie ha un muso molto lungo e piatto e poco profondo. I canini, altrettanto lunghi, sono posizionati quasi alla punta del muso.


Tutti dettagli che hanno portato all’accostamento dell’animale preistorico con il celebre Scrat, grazie anche alla buona conservazione del cranio del quale si può osservare perfettamente la forma. Si ritiene possibile datare il Pseudotherium argentinus a 230 milioni di anni fa, ben conservato nel ghiaccio nella nota località di Ischigualasto.

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Questo ‘Scrat’ del Triassico è stato rinvenuto insieme al dinosauro Panphagia protos, uno dei sauridi più antichi finora conosciuti. A differenza dell’animaletto dell’Era glaciale, quello rinvenuto in Argentina viveva in un ambiente più caldo di quello attuale, con flora abbondante e si nutriva di insetti e animali più piccoli.


Secondo il paleontologo, i canini di questo animale preistorico probabilmente servivano per infilzare e intrappolare le prede, ma non si esclude che l’esemplare rinvenuto fosse un maschio con segni di dimorfismo sessuale. Un’altra lettura, difatti, potrebbe spiegare che i maschi di questa specie avessero sviluppato grandi canini per attrarre le femmine. L’incertezza dipende dall’impossibilità di mettere a confronto più esemplari, essendo solo uno quello finora portato alla luce.

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