Piena seconda ondata di coronavirus in Argentina. Dopo i 20.870 casi e 163 decessi del primo giorno record, la curva è salita a 22.039 con 199 morti per toccare un nuovo livello di allarme: 23.683 contagi in 24 ore, dato ulteriormente appesantito da 290 decessi. Il totale dei contagi dall’inizio della pandemia è così salito a 2.473.751, aggiornando il bilancio dei morti a 57.122.

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Negli ultimi sette giorni monitorati i casi sono aumentati del 36 per cento a livello nazionale e del 53 per cento nell’area metropolitana di Buenos Aires. Quest’ultima, come nei mesi precedenti, è il distretto del paese maggiormente interessato dalla pandemia del nuovo coronavirus: lì si concentra il 60 per cento dei contagi.

Oltre al ricorso a misure restrittive, che interessano circolazione e attività economiche, la sfida del governo si gioca sul piano vaccinale. Le dosi di vaccino anti Covid finora distribuite in tutto il paese, al pomeriggio di venerdì 9 aprile, sono 6.609.996 delle 7.266.500 arrivate in Argentina. Ne sono state somministrate 4.956.023: 4.244.964 le persone che hanno ricevuto la sola prima dose, 711.059 entrambe le dosi.


Il presidente, Alberto Fernández, ha annunciato l’arrivo di nuove forniture dei farmaci di produzione russa e cinese e promette una accelerazione della campagna di immunizzazione. Ma si appella al paese chiedendo il rispetto delle nuove misure in vigore dalla mezzanotte di venerdì 9 aprile.

Fino al 30 aprile è stato disposto il divieto di circolazione dalle 24 alle 6 del mattino oltre, tra le altre restrizioni, chiusura di bar e ristoranti alle 23, divieto di riunioni domiciliari, chiusura delle attività ricreative in spazi chiusi e trasporto pubblico riservato solo a lavoratori di attività essenziali.

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