Neonati e bambini, oggi adulti, sottratti durante l’ultima dittatura cercati anche all’estero. È l’obiettivo della campagna Argentina te busca (l’Argentina ti cerca) lanciato lo scorso 24 marzo, a 45 anni dall’inizio dell’ultima parentesi autoritaria, dal ministero degli Esteri del paese sudamericano. Al programma partecipa anche l’organizzazione delle Abuelas di Plaza de Mayo e la Conadi, la commissione nazionale per il diritto all’identità.

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Estela Barnes de Carlotto, presidente Abuelas de Plaza de Mayo

L’idea, spiega Cecilia Meirovich all’agenzia Télam, responsabile del settore diritti umani al ministero degli Esteri, è che chiunque abbia dubbi aulla propria identità e qualsiasi relazione con l’Argentina possa essere ascoltato e aiutato da un consolato o ambasciata argentina nelle necessarie indagini sulla propria identità. Sono circa 160 gli uffici argentini all’estero abilitati e formati a questo particolare servizio di verità e giustizia.

Il programma Argentina te busca tende a dare visibilità all’estero alle conseguenze del piano sistematico e criminale di appropriazione di bambini durante la dittatura iniziata nel 1976 e conclusasi nel 1983. È un impegno dello Stato argentino quello di restituire l’identità alle persone che allora furono sottratte ai propri genitori, alle proprie famiglie, aggiunge Meirovich.


Dal lancio dell’iniziativa Argentina te busca, il 24 di ogni mese il ministero degli Esteri, ambasciate e consolati realizzano eventi e spot di informazione attraverso i propri canali social in spagnolo, inglese, francese, italiano e tedesco. Non è stato ancora precisato il numero di persone che si sono recate presso le rappresentanze argentine all’estero, ma da Buenos Aires fanno sapere che gli accessi si sono verificati in modo particolare in Spagna, Italia e Stati Uniti.

La noche de los lapices, 16 settembre 1976. Quei giovani studenti ‘cancellati’ dalla dittatura argentina

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