antisemitismo in argentina

L’allarme della comunità ebraica argentina: in un anno raddoppiati gli atti di antisemitismo


Gli atti di antisemitismo in Argentina – dove vive la più grande comunità ebraica dell’America Latina – sono aumentati del 107 per cento nel 2018, praticamente più che raddoppiati, rispetto all’anno precedente. L’allarme è stato lanciato dalla Delegación de Asociaciones Israelitas Argentinas (Daia), organizzazione che riunisce e rappresenta la galassia ebraica del paese sudamericano.

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Il dato è illustrato nel Rapporto 2018 sull’antisemitismo in Argentina, redatto dalla stessa Daia raccogliendo e analizzando gli atti contro la comunità ebraica. Il 68 per cento di questi si sono verificati nella sola città di Buenos Aires. Negli scorsi mesi le cronache hanno dato conto, fra gli altri, di un’aggressione presso una sinagoga della capitale, oltre che al grande rabbino d’Argentina, Gabriel Davidovich.

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La sinagoga Or Torah di Buenos Aires


Degli 834 fatti denunciati lo scorso anno (404 nel 2017) il 71 per cento hanno trovato terreno fertile sulla rete, soprattutto su siti internet antisemiti e il 17 per cento di questi sono stati veicolati attraverso i social network. Oltre un quarto dei fatti verificatisi sul web, speficica il rapporto della Daia, hanno chiara connotazione xenefoba contro gli ebrei e il 18 per cento sono stati alimentati dagli eventi mediorientali.

Il 17 per cento degli atti rendicontati sono stati accompagnati da simbolismo riconducibile al nazismo e, in generale, sono stati alimentati dalle solite teorie del complotto.

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Jorge Knoblovits


Secondo il preseidente della Daia, Jorge Knoblovits, l’aumento di slogan e messaggi antisemiti “è un fenomeno che in Argentina si sta verificando da diverso tempo”. Tuttavia, nell’ultimo anno, aggiunge, “ci sono stati attacchi alle persone che rappresentano la comunità, come il rabbino di Rosario o, a Buenos Aires, per il solo fatto di indossare la kippah”. Fatti che, conclude, “si sono visti in Europa ma non in Argentina”.