Il mate e l’emergenza coronavirus, che fare? È difficile immaginare una tradizione, quasi un obbligo, smontata dalla paura di contrarre il virus. Come noto, la yerba mate, in Argentina come in altri paesi del Sudamerica e ovunque l’abitudine è consolidata, si consuma in un rito di gruppo, durante il quale si condivide lo stesso mate. Che vuol dire la stessa bombilla, che passa di bocca in bocca. E che potrebbe essere veicolo del virus. E ora?

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Sono diversi gli esperti interpellati da quotidiani e siti argentini e tutti, almeno per il momento, sembrano condividere la stessa tesi. In Argentina non c’è uno scenario di contagio diffuso, sono otto i casi accertati di coronavirus, mentre si attendono i riscontri su altri casi sospetti. Di qui alle raccomandazioni di base: lavarsi correttamente e frequentemente le mani e sanificare gli ambienti.


Il quesito, in sostanza, è stato posto e il primo caso di trattazione a livello istituzionale si è registrato tra gli uffici della Corte suprema di giustizia. Alla metà di gennaio, quando cioè le notizie sul coronavirus arrivavano solo dalla Cina, nella massima giurisdizione argentina è stato diffuso un disciplinare che, tra le altre cose, invitava a non bere mate. Nel senso di non condividere la bombilla.


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Dal ministero della Salute segnalano che “l’Argentina non registra trasmissione locale del virus” ma è bene “sensibilizzare i cittadini sulla vigilanza epidemiologica”. Il che vuol dire “ridurre il rischio di diffusione del virus nella popolazione”. In Argentina non c’è, almeno per ora, nessun decreto che imponga o vieti determinati comportamenti finalizzati a evitare che il Covid-19 possa circolare e radicarsi.

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Lo stesso vale per i saluti che, a seconda del grado di confidenza, in Argentina vanno dalla normale stretta di mano a un bacio scambiato guancia a guancia. E quindi? Per il momento tutto nella norma, tutto secondo tradizione. Dopo, eventualmente, si vedrà. In caso di diffusione ci sarà da rinunciare a gesti normali. Qualcuno, però ha già cominciato facendosi guidare dal vecchio principio che vuole che la prudenza non sia mai troppa. Ognuno col suo mate, scenario surreale ma forse necessario. E passeggero, chiaro.

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